Uomini insicuri: ecco l’ultimo perché, secondo le stelle

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Gli uomini sembrano diventati sempre più fragili, mentre le donne, al contrario, sono più forti. La spiegazione? Viene dalle stelle

Non è un caso che il transito – di cui abbiamo parlato precedentemente – ha accompagnato tappe fondamentali nel cammino di liberazione delle donne: dal suffragio universale alla minigonna, dal divorzio all’aborto, dal nuovo diritto di famiglia alla possibilità di scegliere di dare ai figli il proprio cognome anziché obbligatoriamente quello del padre. Sono gli anni in cui le donne hanno incominciato a riempire le aule universitarie, a ricoprire ruoli importanti, a battersi in prima persona. Immaginate quanto eversiva e potente possa essere questa commistione tra il pianeta più femminile dello zodiaco e il Segno più maschile, quello dell’aggressività, della guerra, del coraggio e del fallo, quello che o vinco o perdo e non accetto mezze misure. Un mix esplosivo che sta man mano sovvertendo gli schemi che volevano i maschi forti e le donne deboli. È evidente che nel corso di questo lunghissimo passaggio stiamo assistendo a un indebolimento o a una revisione dei valori maschili, sia in positivo come dicevamo prima (la spinta a prendersi cura in prima persona dei figli e della casa, la capacità di esprimere senza stupidi pudori le emozioni), che in negativo (uomini meno coraggiosi e intraprendenti e spesso poco responsabili nelle relazioni di coppia).

Così come può accadere che l’emancipazione femminile passi anche sull’acquisizione/imitazione di modelli maschili in certi casi discutibili (la competizione, l’arrivismo e la rinuncia alla maternità o alla famiglia, quando avviene in nome della carriera e del potere, e non per intima scelta). Eris tende dunque a “femminilizzare” i valori maschili tradizionali espressi dall’Ariete, così come l’Ariete a sua volta “mascolinizza” i valori femminili di Eris: non a caso siamo anche nell’epoca dell’omosessualità espressa e liberata, anziché perseguita e repressa (nonostante qualche  residuo ed esecrabile incidente di percorso). Siamo nella fase storica in cui vengono messi in discussione gli stereotipi della femminilità e della mascolinità in virtù dei quali i modelli di comportamento sono stati per secoli inculcati nei bambini condizionandoli a vita: alle bimbe venivano assegnati per statuto i lavori domestici, la bambole e i vestiti rosa, mentre ai maschi si insegnavano il calcio e i giochi di guerra, oltre al divieto di piangere per non passare da “femminucce”. Senza mai chiedersi cosa avrebbero davvero preferito essere e imparare, al di là dell’appartenenza sessuale. Con Eris in Ariete la propria identità biologica di genere, maschile o femminile che sia, sempre meno corrisponde tout court a un determinato orientamento sessuale.

Eris era da poco entrata in Ariete quando nel 1930 c’è stata la prima operazione di cambiamento di sesso della storia; degli anni ’90 è invece l’acronimo LGBT, che sta per movimento di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, mentre già nei lontani ’70 era stata coniata l’espressione “queer” per indicare qualcuno che si rifiuta di essere inserito in una qualunque categoria, considerandosi trasversale rispetto alle definizioni di “normalità” codificate. E chissà che prima o poi non si arrivi a pensare non più in termini di categorie sessuali, ma di persone: uniche e irripetibili.

Eris in astrologia

Eris rappresenta la madre terra, flora, fauna, caverne, ecosistema, luce, fertilità, sensualità, protettività, arrendevolezza. Governa utero, vagina, ormoni femminili, istinto materno, capelli. I suoi significati sono opposti a quelli di Plutone – il grande principio maschile – che governa le falde sotterranee, l’Ade, il buio, il mistero, l’eros, l’audacia, la distruttività, la menzogna, il seme creativo, i testicoli, gli ormoni maschili, la barba. L’aggressività femminile che Eris rappresenta non attacca, ma risucchia e digerisce: come le sabbie mobili, i gorghi, le tele di ragno e le piante carnivore. Ha domicilio in Toro e Bilancia, esaltazione in Sagittario.

Eris in astronomia

Astrologi e astronomi ne avevano intuito l’esistenza da anni, ma il pianeta viene scoperto solo nel 2005 dall’astronomo californiano M. Brown. Con massa maggiore di Plutone, diametro minore, orbita molto eccentrica di 557 anni e superficie ghiacciata, ha un solo satellite. Brown voleva battezzarlo Persefone (Proserpina per i romani), moglie di Ade (Plutone, dio degli inferi), che trascorre i sei mesi freddi sottoterra con il marito e i sei più caldi sulla terra con la madre Cerere, dea della fertilità: proprio come Eris che orbita metà del tempo vicino a Plutone e metà lontano. Ma il nome Persefone era stato utilizzato nel 1895 per un asteroide e Brown dovette ripiegare su Eris (dea della discordia).