L’arte della cartomanzia: il ruolo della ritualità

Come gli astri anche i Tarocchi inclinano ma non determinano, però possono aiutare ad approfondire la conoscenza di sé e capire il proprio destino

Come gli astri anche i Tarocchi inclinano ma non determinano, però possono aiutare ad approfondire la conoscenza di sé e capire il proprio destino

Per alcuni cartomanti è molto importante seguire delle rigide norme rituali ogni volta che si accingono a consultare i Tarocchi.Così c’è chi non usa mai le proprie carte di venerdì, chi evita i giorni di plenilunio, chi non accavalla le gambe durante una lettura e chi fa tagliare il mazzo rigorosamente con la mano destra. Queste e altre modalità appartengono alla sfera delle pratiche rituali della magia, se non al folklore con il quale alcuni confondono la consultazione tarologica, spesso sconfinando con la superstizione. Qualche volta le regole rituali che un cartomante adotta diventano sovrastrutture di prescrizioni e tabù che forse lo aiutano ad avere la giusta disposizione per fare una buona lettura di Tarocchi, ma rischiano di generare comportamenti superstiziosi, in qualche caso quasi ossessivi. Spero, caro lettore, che tu voglia usare le tue carte per liberare la Coscienza e non per sostituire un’abitudine o una credenza con altre legate a diverse ideologie di tipo esoterico. Così dicendo, non intendo negare il ruolo della ritualità o dei cerimoniali personali, anzi, proprio poiché ne riconosco il grandissimo valore, ti invito a usarli consapevolmente. Devi sapere che un atto rituale non è importante di per sé, ma soltanto in funzione della corrispondente attività psichica che ne può derivare: usarlo senza rendersene conto può farlo diventare un’azione vuota di significato e quindi poco utile all’evoluzione della coscienza.

La funzione delle regole cerimoniali

La ritualità nell’interpretazione dei Tarocchi rappresenta una chiave che può aiutare ad aprire certe porte della psiche. Se con le lezioni precedenti sei già riuscito a sviluppare un metodo personale per aiutarti nel contatto con la parte più profonda di te stesso e trovare la calma interiore e il distacco necessario dai rumori del mondo, puoi continuare a usarlo finché ti sarà funzionale. Si tratta di trovare una personale azione rituale che ti aiuti a trascendere la dimensione ordinaria e individuale, cioè a entrare in uno stato meditativo per accedere al cosiddetto “superconscio”, oppure come preferisci chiamare il contatto con la tua dimensione interiore. In pratica il rito è una chiave psichica e simbolica con la precisa funzione di metterti nella condizione ideale per operare: serve dunque ad addestrare la mente reagendo a certe formule rituali. Con una cerimonia rituale puoi infatti stimolare gli stati d’animo con l’immaginazione, la quale ha il grande potere di dare forma alle idee incorporee, che altrimenti resterebbero ineffabili svanendo rapidamente come i ricordi di un sogno al risveglio.

Un consiglio per cominciare

Non esistono cerimoniali universali in tarologia, che deve rimanere individuale, libera e non dogmatica, così come è nata. Tuttavia, se stai iniziando a usare i Tarocchi, posso proporti un semplice rito per affrancarti dalla realtà ordinaria del quotidiano e trovare in te tutto ciò che serve per fare una buona lettura di Tarocchi. Fanne esperienza, eventualmente modificalo e usalo finché ne sentirai il bisogno. Verrà il momento in cui comprenderai bene che tutto ciò che ti serve è già dentro di te e che, una volta imparata la strada, potrai non avere più necessità di indicazioni. Siedi di fronte al tuo mazzo di Tarocchi cercando di distaccarti da tutti i pensieri che attraversano la tua mente ogni giorno. Accendi una candela quindi concentrati sulla fiamma, recitando questa formula per tre volte: “Apro il contatto accendendo questa fiamma per portare luce nelle profondità della mia psiche”. Quindi procedi con la stesa e la lettura delle carte alla luce della candela. Terminata la lettura, devi chiudere il contatto spegnendo la candela e ripetendo per 3 volte un ringraziamento: basta anche un semplice e sentito “grazie”.

1. 11 – La Forza

Il leone è da sempre uno dei principali emblemi della Forza: l’eroe Ercole ne uccise uno temibile e possente, e con la pelle si fece un mantello che lo rese quasi invulnerabile. È raro però vedere l’archetipo della Forza associato a una figura femminile, se non nelle immagini dei Tarocchi e nei loro modelli medievali. Qui la Forza è rappresentata da una donna, coraggiosa e determinata che, senza paura e apparentemente senza sforzo, doma un fiero leone e gli apre le fauci. Cosa significa per il tuo inconscio incontrare questa carta sul cammino? Forse c’è una sfida che senti di dover affrontare, i tempi sono maturi e tu hai abbastanza energie per combattere questa battaglia. Oppure temi questo momento e lo scontro che stai per affrontare. In ogni caso il tempo è giusto per fare ricorso a tutte le tue energie interiori e per confidare in queste. Ricorda che anche la forza fisica dipende in gran parte da quella del tuo animo. Osserva la tranquillità della donna che doma il leone: la sua totale sicurezza è una dimostrazione di coraggio e audacia ma soprattutto di consapevolezza delle proprie forze. Ricorda che chi è coraggioso sa usare il cuore. Se, come lei, ti senti preparato e forte, non hai ragione di temere niente e nessuno. Ma rifletti anche sul perché combatti, sui tuoi obiettivi, sulle tue priorità, sui tuoi bisogni, sulla quantità delle energie a disposizione. Se scegli di sguainare la spada, devi essere anche pronto a usarla, e convinto che sia per una causa giusta. Non conviene affrontare sfide solo per dimostrare di avere ragione: a chi, poi? A te stesso? Non serve a nessuno sprecare energie preziose in polemiche sterili. Osserva la forma del cappello della donna che ricorda il simbolo dell’infinito: la forza superiore riesce sempre a piegare la ragioni della materia, che ne è solo un’immagine.

Il messaggio della Forza

Le tue energie non sono inesauribili, anche se ti senti audace e hai voglia di combattere. Gli scontri fisici, come quelli di altro tipo, lasciano sempre più deboli tutti i contendenti. Scegli dunque di batterti soltanto se davvero ne vale la pena; e comunque decidi sempre tu quando, come e dove.

2. 12 – L’Appeso

Questa carta è molto evocativa, mostrando un giovane appeso capovolto. Una corda gli lega la caviglia sinistra e lo costringe nell’insolita e scomoda posizione. Si può presumere che le sue mani siano legate dietro la schiena e che il personaggio stia scontando una sorta di condanna. Ma cosa significa per l’inconscio quando incontri l’Appeso sul tuo cammino? Ti senti forse impossibilitato a fare ciò che vorresti? Sei bloccato, immobilizzato dalle circostanze? Stai vivendo, spesso tuo malgrado, una fase in cui sei costretto a non agire. Forse si tratta di una semplice influenza che ti immobilizza a letto quando tu avresti voluto o dovuto uscire di casa. In altri casi stai solo sperimentando un periodo di “non azione”, che magari ti induce a riflettere su te stesso e sulla tua condizione. Tutto ciò spesso avviene quando non sei ancora pronto ad affrontare le sfide successive, oppure sei giovane e non hai maturato bene i tuoi progetti di vita o non sai cosa significa sacrificarsi. Serve allora un momento pausa, di riflessione, di stasi, nel quale mettersi in contatto con te stesso. Osserva bene la corda che tiene legato l’Appeso alla trave orizzontale: non è il momento di agire, perché l’indecisione ti fa oscillare come un pendolo, e c’è ancora qualche vincolo che ti impedisce libertà di movimento e di azione. Certamente la posizione dell’Appeso può essere difficile da sopportare, la stasi che ne deriva può renderti insofferente e impaziente. Ma davvero non c’è niente che puoi fare? Se non puoi liberarti da una situazione che ti immobilizza capovolto, non c’è altro da fare che dedicarti a osservare il mondo capovolto! Quante cose puoi scoprire sperimentando un altro punto di vista! Tutto appare ribaltato e interpretato in un altro modo; ciò che ti sembrava importante e prioritario ora diventa secondario.

Il messaggio dell’Appeso

Se soffri per una situazione precaria, prova a osservarla da un altro punto di vista: puoi trovare qualche vantaggio che prima non vedevi. Esci dalla tua visione: se ciò che accade ha un senso per te, lo ha per tutti e quindi assume un valore obiettivo. Se comprendi che a volte un sacrificio è necessario, forse riuscirai a dargli un senso.