L’arte della cartomanzia: il Mago e la Papessa

Come gli astri anche i Tarocchi inclinano ma non determinano, però possono essere uno strumento in più per approfondire la conoscenza di sé

Come gli astri anche i Tarocchi inclinano ma non determinano, però possono essere uno strumento in più per approfondire la conoscenza di sé

Fin dall’antichità chi era attratto dal mistero sviluppò tecniche mantiche per indagare le profondità dell’esistenza. Le prime guide furono gli astri che si muovevano con periodicità: la Luna, il Sole, i pianeti. Poi le forze della natura parlarono a chi sapeva interpretare il volo degli uccelli, i cristalli, i fulmini, le fiamme o il fumo di un fuoco, i segni nella sabbia, i sogni, le viscere degli animali sacrificati. Dopo si cominciarono a lanciare gli astragali, antenati dei dadi e a sondare così l’ignoto. Infine tradizioni millenarie hanno tramandato i codici per tradurre in pensieri e parole i segni che si pensava fossero inviati dagli dei. Da secoli i Tarocchi sono una delle guide migliori per togliere il velo delle illusioni, per conoscere e comprendere la realtà oltre le apparenze, per crescere nella consapevolezza, per rispondere alle eterne domande dell’uomo.

Un’arte alla portata di tutti

Qualunque tipo di arte richiede principalmente due qualità: l’esperienza e il talento. L’esperienza è alla portata di chiunque desideri fare pratica, si acquisisce con l’applicazione e il tempo. Il talento è un’abilità che alcune persone posseggono in misura maggiore o minore fin dalla nascita come potenzialità da esprimere. Soggetti particolarmente predisposti spesso manifestano spontaneamente la capacità speciale di accedere a una dimensione fuori dallo spazio-tempo per interpretare la realtà con la chiaroveggenza, la preveggenza, la telepatia e altri fenomeni ESP (Percezioni Extra Sensoriali ). In realtà l’abilità di percepire i simboli e riconoscerli è alla portata di chiunque: tutti noi l’abbiamo ereditata dai nostri lontani antenati che vivevano a contatto con la natura e agivano e pensavano fidandosi dell’istinto. Un istinto che oggi è spesso sepolto nelle profondità della psiche ma che può essere risvegliato. Dopo secoli di sviluppo intellettuale e tecnologico, di menti ipertrofiche stimolate artificialmente, l’istinto profondo sopravvive ancora: si tratta solo di riscoprirlo e permettergli di parlare. Il suo linguaggio però non è verbale ma simbolico. E per imparare a tradurlo serve un codice: uno dei mezzi a disposizione sono i Tarocchi. Quindi l’arte di utilizzare i Tarocchi è potenzialmente alla portata di tutti. La capacità artistica del cartomante consiste nel riuscire a incanalare la sensitività sottile, affinare l’intuito e soprattutto usare le speciali “chiavi” di accesso a facoltà psichiche naturali ma di norma non utilizzate.

Come affinare la creatività intuitiva

Platone riteneva che la divinazione fosse una funzione umana molto vicina alla follia, intendendo con “follia” quella capacità di abbandono, di lasciarsi andare all’entusiasmo tipica dei pazzi, degli innamorati e dei veri artisti. Questi, come i veggenti e gli stessi folli sono aperti ai messaggi degli dei quando dimenticano la propria mente egemonica e non s i curano della propria stessa persona. Vivono quindi una sorta di delirio, non in stato di veglia, ma nemmeno addormentati, come se fossero contemporaneamente in questa e in un’altra dimensione: ciò concede loro di essere oracoli in contatto con la divinità. Tuttavia per Platone, anche senza questa specie di “saggia follia”, chiunque può imparare a osservare e analizzare i segni che si manifestano davanti ai suoi occhi per interpretarli come messaggi simbolici. Così come insegna la carta del Matto, il tarologo impara che deve mettere temporaneamente da parte almeno un po’ della sua mente razionale e giudicante. Chi impara a lasciarsi andare al “pensiero laterale”, veicola meglio la creatività intuitiva e le percezioni sottili. Il gioco dei Tarocchi non è un gioco da farsi solo con la logica perché le informazioni sono messaggi sottili che non possono arrivare direttamente alla mente cosciente, distratta dagli stimoli psichici materiali e condizionata da pregiudizi e credenze.

1. 1- Il Bagatto (Mago)

Un giovane dai riccioli biondi e dall’atteggiamento deciso che si trova in piedi dietro a un tavolino. Si mostra come un manipolatore, un prestigiatore di strada, un abile ammaliatore di folle che nel Medio Evo stupiva il pubblico con i suoi trucchi. Ma qual è il suo significato? Quale messaggio ti trasmette il tuo inconscio quando incontri il Bagatto sul tuo cammino? Con il suo comportamento ti sta invitando a prendere l’iniziativa, ad agire; infatti, il personaggio della carta sta attivamente interagendo con gli oggetti sul tavolo e lo fa con grande abilità manuale. Forse non ti stai fidando abbastanza delle tue capacità o magari non hai ancora scoperto e sviluppato alcuni dei tuoi talenti. Osserva il Bagatto che manipola gli oggetti: come un vero mago tiene in alto una bacchetta con la quale può trasformare la materia. Sul tavolo, di cui si vedono solo tre gambe, ci sono palline, contenitori, bussolotti, oggetti di vari colori della materia costituita di quattro Elementi: rosso come il Fuoco, verde come l’Acqua, blu come l’Aria e giallo come la Terra. Il Bagatto è la prima carta ed esprime così l’unità di tutto ciò che esiste: ti invita a riflettere sul tuo ruolo nel mondo perché tu, come lui, sei un unico irripetibile mix di corpo e di anima, di materia e di psiche. La sua blusa, i suoi pantaloni, le sue scarpe sono rosso (spirito) e blu (materia). La striscia gialla del cappello ricorda il simbolo matematico dell’infinito poiché anche tu, a pieno diritto, fai parte della totalità del cosmo e interagisci con esso: tu, come lui, sei co-creatore del mondo. Il Bagatto è un istintivo: non pensa, fa, perché l’abilità è innata in lui. Hai la capacità e l’intelligenza per trasformare il mondo intorno a te, non lasciare che esso trasformi te.

Il messaggio del Bagatto

È il momento di iniziare qualcosa, un lavoro, un’attività, un’impresa, di renderti indipendente, di usare intraprendenza e intelligenza, di prendere l’iniziativa in amore e in ogni altro settore della vita.

2. 2- La Papessa

Una donna siede su un trono: indossa gli abiti e la tiara del Papa in atteggiamento solenne e riflessivo. È una figura leggendaria che ricorda le antiche sacerdotesse e alcune eresie medievali tese a rivalutare il ruolo femminile nella religione. Cosa vuol dire quando incontri la Papessa sul tuo cammino? Con il suo libro aperto sulle ginocchia la Papessa ti invita a prendere tempo per pensare, analizzare la situazione, riflettere prima di prendere qualunque iniziativa. Il libro è simbolo di conoscenza profonda che puoi apprendere con la tua sensibilità e con il desiderio di comprendere la natura delle cose per raggiungere la saggezza. Puoi perseguire questa saggezza con l’intuito femminile, con la recettività ma anche con l’apprendimento, l’intelletto, la cultura, l’insegnamento, l’approfondimento delle tematiche spirituali. Lo spirito infatti, grazie al tramite della mente, prende contatto con il corpo, formando così la triplicità tipica di ogni essere senziente, come ricorda la tiara papale con tre corone, detta “triregno”. La Papessa è vestita riccamente e un pesante mantello blu ne nasconde gran parte del corpo: ti invita così a prendere contatto con la parte di te che non mostri, forse neanche a te stesso. Forse questo personaggio, così teso verso alti ideali spirituali, ha messo in secondo piano la sua stessa femminilità, la sua parte più fisica, il suo corpo. Occorre fare attenzione a non scivolare in questo eccesso che potrebbe condurre a comportamenti freddi e scostanti o a isolarsi in un’arida privazione di sentimenti. Dietro le spalle della Papessa c’è uno spesso drappo rosso, un velo che impedisce di vedere oltre: nonostante il libro sia aperto, non tutta la conoscenza è a disposizione di chiunque e la Papessa vigila sulla soglia di questa conoscenza superiore. C’è sempre un limite a ciò che puoi apprendere con la conoscenza: il mistero che nessun libro potrà mai svelare.

Il messaggio della Papessa

Rimani tranquillo, in ascolto passivo, senza reagire. Questo è il tempo della riflessione e dello studio. È il tempo di prepararti bene e di approfondire le tue conoscenze per affrontare le prove del futuro.