Ecco come “sopravvivere” all’autunno

Dopo l’Equinozio d’autunno il Cielo svela energie potenti e rare, indispensabili per la crescita spirituale e per affrontare al meglio la nuova stagione

1. TRADIZIONE ESOTERICHE

Sin dall’antichità l’autunno viene considerato un tempo di maturità, equilibrio e nuovi bilanci: la natura si prepara ad accogliere il clima più freddo, la semina dei campi è conclusa e si procede alla raccolta di ciò che è stato seminato durante l’anno, anche in senso metaforico. Sono tanti i riti che hanno sempre accompagnato questo momento di passaggio da una stagione all’altra, soprattutto legati all’agricoltura e all’idea di ricevere protezione dalle divinità che favoriscono la fertilità e l’abbondanza del prossimo raccolto. Nell’antica Grecia in occasione dell’Equinozio autunnale venivano celebrate le Lampadoforìe, ossia degli spettacoli e feste in cui si facevano dei sacrifici in onore di Minerva. A Roma invece si festeggiavano i Vulcanali, in onore del dio del fuoco Vulcano. Nella tradizione Celtica, durante l’Equinozio d’autunno, si festeggia la divinità Mabon (Grande Figlio). Secondo la leggenda, Mabon fu rapito, quando aveva soltanto tre giorni, dalla sua stessa madre che lo condusse nel regno dei morti. Dopo un lungo periodo fu salvato dal Re Artù. Durante la prigionia la divinità riuscì ugualmente a sviluppare in sé una grande saggezza e forza interiore. La sua luce gli permise di “trasformarsi” e “rinascere” come un nuovo seme: è per questo che viene considerato il dio della vegetazione e dei raccolti.

2. L’EQUINOZIO E L’ARCANGELO MICHELE

Gli Equinozi e i Solstizi sono sempre stati considerati dei momenti dell’anno molto simbolici perché pare che in quelle date il Sole metta a disposizione degli uomini forze invisibili che possono essere sfruttate per la loro evoluzione. Vengono liberate delle energie tali da permettere di raggiungere una maggiore consapevolezza di sé. Secondo gli insegnamenti del mistico esoterista bulgaro Omraam Mikhael Aivanhov: «Percorrendo la fascia zodiacale, il Sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi. Questi quattro punti, Solstizi ed Equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, San Giovanni e San Michele, feste istituite dagli iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il Sole immette nell’universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti,  hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione». All’Equinozio d’autunno presiede l’Arcangelo Michele che nelle tradizioni esoteriche e cristiane ha sempre avuto un ruolo di spicco nella lotta contro Lucifero e le forze del male, tanto da venir spesso rappresentato nei campanili delle chiese come guardiano. L’espressione “Mi-Kha- El” in ebraico significa letteralmente Chi è come Dio? San Michele Ar cangelo è considerato per eccellenza il simbolo di protezione divina del popolo d’Israele. La Bibbia infatti lo descrive come il custode della porta del Paradiso terrestre: nell’Antico Testamento viene descritto come il capo supremo dell’esercito celeste che difende l’ordine cosmico. Nel Nuovo Testamento invece è il vincitore dell’ultima battaglia contro il Drago (il serpente antico, Satana) e i suoi sostenitori. Nell’Apocalisse infine viene  raccontata la battaglia in cui Michele guida il suo esercito e libera il mondo dalle tenebre e dal male, facendo trionfare la luce. La sua immagine viene spesso paragonata a quella degli avatara di cui si parla nei Purana , antichi testi della tradizione hindù. Gli avatara sono divinità che scendono periodicamente sulla terra per ristabilire il dharma, la legge cosmica naturale.

3. TEMPI DI RACCOLTA E DISCERNIMENTO

La lezione che vuole portare l’Arcangelo Michele è quella di imparare a selezionare, discernere, separare il puro dall’impuro, il bene dal male, la luce dalle tenebre. Non a caso, l’ingresso del Sole in Bilancia dà il via a un nuovo ciclo della natura durante il quale si raccolgono e selezionano i semi migliori da piantare al momento opportuno perché avvenga il matrimonio tra il seme e la terra. Aivanhov nei suoi testi sostiene: «Come il frutto si separa dall’albero e il seme dal frutto, l’anima si separa dal corpo. Il corpo corrisponde all’involucro e l’anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l’uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo».

4. Il SEGNO DELLA BILANCIA E TIPHERET

L’Arcangelo Michele simboleggia l’equilibrio e la giustizia, valori connessi al Segno della Bilancia. Inoltre la simbologia bilancina è confermata dalla tradizione cabalistica che associa all’Arcangelo Michele la Sephira (fonte di energia che favorisce l’evoluzione spirituale) della bellezza Tiphéret, ponendola al centro dell’albero della vita (diagramma in cui le Sephirot, ovvero l’insieme delle dieci Sephira, rappresentano le stazioni divine che l’anima deve attraversare nella sua incarnazione). Tiphéret è la sesta Sephira e svolge la funzione del Sole nel Sistema solare. A livello fisico corrisponde al plesso solare e tra i suoi compiti vi è quello di mantenere gli equilibri tra forze opposte senza che nessuna sovrasti l’altra. La bellezza a cui fa riferimento Tiphéret è quella della Creazione che si fonda sulla capacità di generare ulteriore bellezza. A questa Sephira vengono attribuiti anche poteri di guarigione.