Magia naturale: i toccasana di febbraio

Nell’antica Roma febbraio era l’ultimo mese dell’anno, perciò per garantire a terra ed esseri umani la fertilità di un nuovo ciclo di vita...

Nell’antica Roma febbraio era l’ultimo mese dell’anno, perciò per garantire a terra ed esseri umani la fertilità di un nuovo ciclo di vita, dal 13 al 15 si celebravano i Lupercalia, riti sacrificali che servivano anche a prevedere il futuro. Gli uomini si avvolgevano in pelli di lupo, precedendo l’usanza di travestirsi tipica del Carnevale. Nei secoli questa festività è stata assorbita dalla religione cattolica fino a diventare la festa di san Valentinomartire cristiano e protettore degli innamorati. L’abitudine di accendere candele per scacciare le tenebre, diffusa nei Lupercalia, è giunta a noi con la festa della Candelora. Il 2 del mese affidiamo dunque alla luce di una candela bianca il desiderio di proseguire su una via luminosa e priva di ombre.

I bagni afrodisiaci

Immergersi nell’acqua per purificarsi è da sempre un rito comune a tutte le religioni e credenze: ancora oggi per molti è un’abitudine che aiuta a stare meglio. Per attirare l’amore.

Se siete single, la sera di san Valentino accendete una candela rossa e con una penna dall’inchiostro rosso scrivete su un cartoncino rosa come dev’essere la persona che volete al vostro fianco. Riempite la vasca di acqua e unitevi 1 manciata di sale grosso, 1 cucchiaio di miele, i petali di una rosa rossa, 7 pezzi di buccia d’arancia, 7 chiodi di garofano e 7 bacche di mirto. Immergetevi e immaginatevi con il vostro partner ideale in varie situazioni felici. Terminato il bagno bruciate alla fiamma della candela il cartoncino. Per ritrovare la passione fisica In un sacchetto di cotone infilate 1 manciata di sale grosso, 7 bacche di ginepro, 7 foglie di prezzemolo, 7 cucchiaini di zucchero di canna, 7 gocce di olio di caprifoglio, 1 bacca di vaniglia divisa in 7 pezzi e i petali di una rosa rossa. Immergetevi con il sacchetto nella vasca per 7 minuti visualizzando la vostra esperienza erotica più eccitante. Alla fine il risveglio della libido è garantito.

Amore, mele e noci

I celti consideravano la mela un frutto magico, dono ideale per la dea dell’amore Aine. Per conquistare la persona amata, la sera di san Valentino tagliate in due una mela rossa, inserite al centro una fotografia che vi ritrae assieme e un cuore ritagliato in un cartoncino o una stoffa di colore rosso, e richiudete poi la mela con un nastro verde e uno rosso intrecciati. Conservate la mela su una finestra per 21 giorni. Per rafforzare un legame utilizzate la noce: apritela senza rompere i due gusci, svuotatela e infilate al suo interno un cartoncino rosso con il vostro nome e quello del partner e 7 chiodi di garofano. Sigillate poi la noce con un sottile filo di colla e tenetela sotto al cuscino per 21 giorni.

Innamorati a tavola

Per una cena di san Valentino che lasci il segno usate una tovaglia rossa arricchita con fiori e candele dello stesso colore, oltre a ciotole piene d’acqua su cui galleggiano petali di rosa. Il centrotavola deve essere basso, in modo da permettervi di incrociare lo sguardo del vostro commensale. I tovaglioli dorati così come le stoviglie bordate d’oro illuminano la tavola. Oltre ai classici cibi afrodisiaci come salmone, ostriche, aragosta, astice, peperoncino, zafferano e zenzero accompagnati da champagne, ricordatevi di preparare uno dei piatti preferiti dal vostro partner. Il tocco finale? Dolci a base di fragole, cioccolato, mele, lamponi e peperoncino.

Sul terrazzo

In Cina e nel mondo arabo lo zenzero è considerato un potente afrodisiaco e anche in occidente è usato per le sue doti antinfiammatorie. Coltivarlo sul terrazzo è facile: basta acquistarne alcune radici bio, tagliarle in pezzi lunghi 3-4 cm, tenerle in un luogo buio e areato per circa un mese, e metterle poi in un vaso di terriccio non appena i germogli spuntati raggiungono l’altezza di 3 cm di. Dopo sei mesi si può fare il primo raccolto: si strappa l’intera piantina il cui rizoma può essere in parte consumato e in parte seminato di nuovo.

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