Il mandala di Novembre

A novembre la capacità di sognare e creare potrebbe affievolirsi. Risvegliamola con il mandala dell’acchiappasogni e viviamo al meglio la quotidianità

4. Il mandala di Novembre

A novembre il freddo si fa intenso, il sole tramonta sempre prima e il terreno si indurisce proteggendo dentro di sé i semi che dormiranno fino all’arrivo della primavera. Anche il nostro spirito pare assopirsi, e la capacità di sognare e creare si affievolisce. Risvegliamola con il mandala dell’acchiappasogni, a cui affidiamo il compito di filtrare per noi i messaggi dell’universo affinché possano raggiungerci solo quelli più illuminati, ricchi di messaggi utili per vivere al meglio la nostra quotidianità. Teniamo invece lontani i sogni che rafforzano le nostre paure e il senso di impotenza che ci assale a volte davanti all’ignoto: anche quando siamo avvolti dalle tenebre e temiamo di non avere via d’uscita esiste sempre un sentiero luminoso che ci conduce là dove le risposte ai nostri interrogativi sono a portata di mano, chiare come non avremmo mai osato sperare.

3. L’acchiappasogni

Le tribù degli indiani d’America hanno sempre usato il mandala per raffigurare il cerchio della vita dalla nascita alla morte, oltre che la fusione fra uomo e natura connessi in un ciclo perenne. La ruota di medicina è il disegno che appare con maggiore frequenza nei mandala: riferito alla conoscenza dei segreti dell’universo e al potere che ne deriva, riflette il legame tra uomo e divino. Gli oggetti più ritratti sono lo scudo di medicina, usato nelle cerimonie religiose, e l’acchiappasogni, creato dalle tribù Ojibwe e diffusosi poi presso tutte le tribù. L’acchiappasogni consiste in una ragnatela di fibra d’ortica stesa a coprire un cerchio di legno flessibile, decorata con perline e piume colorate; in origine era appeso fuori dalle tende e forniva indicazioni su chi vi abitava; con il passare del tempo ha assunto il compito di proteggere il sonno dei bambini, trattenendo i sogni belli e facendo volare via con le piume gli incubi.

2. Interpretazione dei colori

L’arancione nei mandala simboleggia l’amore per la vita, la creatività e la fiducia in sé, ed è associato al secondo chakra o sacrale, che è il centro delle emozioni, del desiderio e della volontà di manifestare la propria essenza interiore. Se l’arancione è il colore con cui iniziamo a colorare il nostro mandala o è il più presente all’interno del disegno noi sappiamo comunicare ciò che proviamo e siamo spinti da un forte spirito d’iniziativa. Se manca o è poco presente dobbiamo vincere le nostre insicurezze e soffocare la tendenza a imporre agli altri le nostre idee.

Nell’antico Egitto il colore (Iwen) possedeva una forte valenza simbolica e si riteneva avesse uno stretto legame con l’essenza della persona o dell’oggetto dipinti. I colori basilari erano sei: il rosso (ottenuto da ali essiccate di coccinelle e altri insetti simili), il verde (dalla malachite), il bianco (dalla frantumazione di ossa e avorio), il nero (da radici di piante e ossa di animali bruciati), il giallo (da ocre naturali), il blu (da silice, rame e ossidi di ferro). Per unire le varie componenti dei singoli colori veniva usata una miscela collosa formata da albume d’uovo, lattice di gomma e acqua.

1. Colori di novembre

Il rosso è il colore dell’energia vitale, dell’estroversione e della voglia di raggiungere risultati concreti, ed è legato al primo chakra o della radice. Se è il primo colore che scegliamo o quello più usato siamo motivati, pronti a vivere nuove avventure e rapidi nel prendere decisioni. Se è assente o scarseggia dobbiamo essere meno ostinati e accentratori e più attivi. Il turchese simboleggia la chiarezza, la visione nitida di noi stessi e di ciò che ci accade, e la capacità di reagire con intelligenza. Se è il primo colore che scegliamo o il più presente vuol dire che siamo calmi, lucidi e capaci di adattarci senza problemi alle novità. Nel caso manchi o difetti dobbiamo vincere la tendenza a isolarci e a scoraggiarci al minimo ostacolo. Il viola raffigura la nostra inclinazione spirituale, la creatività espressa tramite la connessione al divino e la consapevolezza del nostro valore. Se è il primo colore che utilizziamo o il più adoperato significa che siamo in sintonia anche con il lato più materiale della vita e possediamo doti terapeutiche. In caso di mancanza o scarsità evidenzia la voglia di sfuggire le responsabilità familiari e un atteggiamento ossessivo nei confronti delle regole che noi stessi stabiliamo. Il magenta rappresenta l’abitudine a prendersi cura degli altri e a incoraggiarli, il possesso di una profonda empatia, l’equilibrio fra le energie fisiche e quelle spirituali. Se è il primo colore o il più usato siamo maturi, gentili e disinteressati. In caso di scarsa presenza o assenza totale corriamo il rischio di manipolare gli altri, di farli sentire in colpa per l’aiuto che doniamo loro e di ignorare le nostre reali esigenze personali.

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