Cosa si nasconde nei segni di una mano?

Inizia un percorso per imparare a leggere tra le caratteristiche delle mani, da cui emergono attitudini, qualità e difetti della propria personalità

Inizia un percorso per imparare a leggere tra le caratteristiche delle mani, da cui emergono attitudini, qualità e difetti della propria personalità

Cosa si nasconde dietro le caratteristiche di una mano? Sin dall’antichità l’essere umano ha cercato di rispondere a questa domanda con lo studio, la ricerca e la pratica della chiromanzia ovvero con la lettura della mano che mette in luce le attitudini, le predisposizioni, il carattere, la personalità dell’individuo e tutti quei fattori che contribuiscono a crearne il destino. È tuttavia importante sottolineare che le linee della mano nel corso del tempo cambiano con il mutare del nostro carattere e quindi il nostro destino può modificarsi se rettifichiamo il nostro modo di interagire con il mondo che ci circonda. In altri termini possiamo affermare che siamo, almeno in parte, artefici del nostro destino.

La cosa più affascinante nello studio delle mani è la loro diversità: non esistono e mai esisteranno due mani uguali. Questo ci insegna che ogni uomo è un essere straordinariamente unico, con un destino altrettanto unico e irripetibile. A che cosa può servire lo studio della mano? La risposta è semplice: a conoscere meglio se stessi e gli altri e ad aggiungere un ulteriore tassello alla propria crescita interiore. E allora per imparare a leggere i segni delle nostre mani iniziamo a riportare le indicazioni di Gianni Golfera, ricercatore e studioso dei più importanti testi di chiromanzia del ‘500 e ‘600 e apprezzato anche come eccezionale mnemonista: conosce a memoria ben 261 trattati di filosofia e ha ideato il Metodo Golfera che prefede corsi volti al potenziamento della memoria.

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1. LE MANI

Osservando una mano, appare subito evidente se le dita sono corte o particolarmente lunghe rispetto al palmo. Molte volte, alludendo a una persona con mano longilinea, si dice che ha una mano “da pianista” facendo proprio riferimento alla lunghezza delle dita. E infatti la mano longilinea appare lunga e affusolata, mentre quella brevilinea è leggermente tozza: la mano equilibrata tra questi due estremi è quella mista, cioè la via di mezzo tra i due modelli di riferimento.

CARATTERISTICHE DELLA MANO LONGILINEA

Questa mano connota le persone meticolose, precise, permalose e amanti della formalità. Si presentano in modo distinto, sono molto pazienti e valutano le cose analizzando ogni singolo particolare. Oneste, con un notevole senso del dovere, sono autocritiche e hanno un accentuato gusto per l’estetica: di conseguenza amano l’eleganza e le cose raffinate. uno dei loro pregi maggiori è senza dubbio la capacità di interagire con gli altri gentilmente e con delicatezza, trovando  sempre i tempi e i modi giusti per dire le cose. Sono queste le caratteristiche che li portano a essere dei buoni amici, degli abili consiglieri e anche degli ottimi diplomatici. Amano gli spazi aperti e sono di temperamento tanto introverso che spesso si offendono facilmente e senza che gli altri se ne accorgano. Sono persone ragionevoli, portate al risparmio, amano la stabilità professionale e prediligono i lavori sicuri. La loro attitudine negli studi si riflette più nel modo di pensare analitico che in quello sintetico.

CARATTERISTICHE DELLA MANO BREVILINEA

Le persone con questo tipo di mano prediligono la sintesi all’analisi, hanno una visione di insieme e sono molto dirette nel loro modo di comportarsi. Nel lavoro e nei rapporti con gli altri hanno fretta di concludere e di mettere sempre le cose in chiaro. Non amano le formalità per cui tendono a presentarsi in modo del tutto informale. In genere sono simpatiche, spontanee, detestano i tipi falsi e indiretti, amano le cose semplici e prediligono la sostanza alla forma. I loro pregi maggiori sono dunque la franchezza e la sincerità nel dire le cose in modo diretto, peculiarità che li rendono apprezzati da molti ma non da tutti. Alla luce di tutto ciò è chiaro che non eccellono in diplomazia, tuttavia sono stimati nel lavoro proprio per il loro carattere aperto.

CARATTERISTICHE DELLA MANO MISTA

Questo tipo di mano è tipica degli individui che presentano una personalità in equilibrio tra i due modelli appena descritti. Ciò implica una buona capacità di analisi ma circoscritta ai loro interessi specifici, un modo di comportarsi diretto ma sempre moderato, la tendenza a presentarsi in maniera elegante dando importanza ai dettagli, un senso critico intelligentemente equilibrato nei confronti di se stessi. Sono romantici ma, a motivo di una certa introversione, tendono a non esternare i propri sentimenti, perciò spesso vengono fraintesi e messi in discussione dal proprio partner. La mano mista predispone a una buona sintonia tra il pensiero e l’azione che determina un’ottima capacità professionale, induce chi la possiede all’approfondimento di quegli hobby e di quelle attività che coltiva e ama maggiormente. Questa è anche la mano delle persone empatiche poiché l’equilibrio tra emozione e razionalità conferisce la capacità di capire gli altri e di mettersi nei loro panni. Tale dote fa sì che, al pari dei soggetti con la mano longilinea, sappiano ascoltare l’interlocutore e siano capaci di dare consigli in maniera delicata, contrariamente a quelli dalla mano brevilinea.

2. LE DITA

IL POLLICE, DITO DI VENERE

È il dito più importante della mano poiché in esso si trovano molteplici significati e una serie di implicazioni tra l’essere razionale e quello istintivo presenti in ogni individuo. In effetti questo dito indica, tra le altre cose, quali rapporti intercorrono tra la volontà, la coscienza razionale e l’istinto, nonché una larga serie di deduzioni rilevabili attraverso un accurato ragionamento sui rapporti citati. In questo dito, la prima falange simboleggia la volontà dell’individuo, la seconda indica l’intelletto mentre la sua base o monte di Venere informa, tra le altre cose, sugli aspetti istintivi e quelli affettivi.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Prima di approfondire i significati delle due falangi e della base (monte di Venere) è necessario considerare il pollice come un dito strettamente legato a tutte le manifestazioni esterne ovvero come l’espressione del modo in cui ci si relaziona agli altri. In senso generico, un pollice lungo indica forte volontà, mentre un pollice corto è sintomo di una volontà debole. Se il dito si presenta grande rivela un notevole carattere, una forte personalità, energia e intelligenza. Se è corto e forte, indica un brusco passaggio dalle idee all’azione, con il rischio di compiere atti anche inconsulti.

LA PRIMA FALANGE

Se il dito presenta la prima falange simile a una biglia, la persona ha scarso controllo sulle proprie azioni e una forte propensione alla testardaggine. Quando la falange appare sviluppata nella norma, induce il soggetto a tenere a bada i vizi e a vincere le lotte tra istinto e ragione. A conferma di questa teoria, tale peculiarità è stata riscontrata nelle mani di molti missionari, uomini dalla fede incrollabile e dai grandi ideali. La forza di volontà in questi casi è servita per sopportare le privazioni e resistere ai vizi. Se la falange è lunga determina una forte volontà, fiducia in se stessi, capacità di autodominio e determinazione nel portare a compimento i propri obiettivi in modo deciso ed energico. Se la lunghezza è moderata, la volontà è rivolta alla propria interiorità, come quando si è in grado di gestire con successo lo stress e le situazioni difficili. Se la lunghezza è eccessiva, la volontà di dominio si estende sulle altre persone in modo troppo energico dando luogo a conflitti generati da questo atteggiamento esagerato. Una prima falange corta e debole indica entusiasmi passeggeri, umore instabile, tendenza alla meteoropatia o per lo meno a un’eccessiva sensibilità nei confronti dell’ambiente circostante. Per quest’ultimo motivo le persone che hanno tale tipo di falange devono guardarsi dalle cattive compagnie. Quando la prima falange è più lunga della seconda ci si trova di fronte a un individuo audace e coraggioso sino all’eccesso, a una persona di grande cuore.

LA SECONDA FALANGE

Indica il senno e la sua relazione con gli istinti e la volontà. Se è più lunga della falange della volontà ci si trova davanti a una persona con ottime idee che non ha però il coraggio di realizzarle, che possiede un grande talento ma è inibito da una forte insicurezza che lo porterà a essere sempre esitante a causa di una eccessiva prudenza. Coloro che presentano questo tipo di falange si mettono in evidenza per la notevole capacità di saper dare consigli agli altri ma non a se stessi. Dotati di forte capacità logica, riescono a dominare gli istinti e sono quindi tendenzialmente virtuosi, con un forte senso del dovere e un forte legame verso la famiglia. Possiedono inoltre una grande capacità di valutazione e una visione estremamente chiara delle situazioni circostanti. Prudenza, calcolo, moderazione e una parsimonia a volte spinta all’eccesso sono le loro caratteristiche fondamentali. Se la falange è corta ed esile connota persone dallo scarso senso logico e dalla ridotta capacità autocritica, caratteristiche che le porteranno a subire abbagli e a commettere errori di valutazione.

IL MONTE DI VENERE

È la base del pollice e dice moltissimo sull’affettività dell’individuo, sul suo modo di agire nei confronti dell’ambiente che lo circonda e anche sul proprio modo di essere. Se è sviluppato in ugual misura in ogni sua parte indica affabilità, benevolenza, amore per le cose belle e per la vita agiata. Se è sviluppato in modo eccessivo segnala una sessualità esasperata che si esalta autonomamente. Se è troppo piccolo oppure piatto è indice di scarsa sensualità o di problemi nella sfera sessuale. Se è più accentuato nella parte centrale indica la tendenza all’infedeltà, specie se il pollice è corto. Se appare rigonfio nella parte bassa, verso il polso, è indicativo di un’affettività molto accondiscendente e accomodante. Se il rigonfiamento si presenta in alto, verso il pollice, si è in presenza di un individuo che negli affetti tende al dominio. Se il monte è spesso e molto lungo denota una tendenza alla depravazione o agli eccessi disordinati. Un monte mediamente sviluppato indica una passione collegata all’amore e una tendenza all’equilibrio affettivo.

RELAZIONI TRA LE FALANGI E IL MONTE DI VENERE

Se la prima falange è dominante e il monte è forte, l’individuo è combattivo sino all’eccesso e spesso soccombe per carenza di autocritica. In alcuni casi però questo aspetto indica forte volontà di amare il prossimo come accade, nel caso dei missionari: si ha il tipo combattivo quando il dito è spesso e tozzo, il tipo missionario se il pollice è forte e sottile. Quando il pollice è esile e corto e il monte sviluppato sino all’eccesso denota persone dominate da passioni smodate. Se la seconda falange domina sulla prima e su un monte debole, il soggetto è freddino, molto razionale, spesso con problemi a relazionarsi con il sesso opposto. Un pollice forte e lungo con un monte equilibrato e falangi di ugual misura rappresenta la condizione ideale: l’individuo vorrà concretizzare i suoi obiettivi ma in modo equilibrato, il che garantisce successo e realizzazione personale. Un pollice corto con il monte di dimensione equilibrata connota un soggetto carente di capacità di critica e autocritica. È un tipo guidato dai sentimenti che può prendere abbagli innamorandosi delle persone sbagliate.