Il Cenacolo e lo zodiaco: il rapporto segreto tra Segni e Apostoli

Nell’Ultima Cena di Leonardo i dodici apostoli, da destra a sinistra, rappresentano ciascuno il carattere di un Segno astrologico

Nell’Ultima Cena di Leonardo i dodici apostoli, da destra a sinistra, rappresentano ciascuno il carattere di un Segno astrologico

Ultima Cena, conservata a Milano nel Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, è un affresco dal valore unico sotto molti profili. In questo affresco Leonardo definì dodici tipi attorno alla figura solare di Gesù, i dodici apostoli. Essi possono essere associati anche ai dodici Segni zodiacali. Franco Berdini, artista, studioso d’arte e di esoterismo, in un suo testo cult del 1982 (Magia e astrologia nel Cenacolo di Leonardo , una sorta di anticipazione del best seller di Dan Brown Il codice da Vinci ) ha evidenziato come Leonardo non fosse affatto digiuno di astrologia: «Leonardo da Vinci frequentava molti astrologi come Niccolò Cusano, Gerolamo Marliani, Ambrogio Varese di Rosate e altri». Il dipinto di Milano ritrae l’Ultima Cena nel suo drammatico momento cruciale , riportato dal Vangelo di Giovanni. Quello durante il quale Gesù annuncia: «Uno di voi mi tradirà».

La scena si anima allora di molteplici espressioni e gesti e rivela, nelle diverse reazioni, i caratteri dei presenti.

Se osserviamo l’affresco seguendo la lettura astrologica, gli apostoli occupano la scena in gruppi di tre, ciascun gruppo a rappresentare una stagione. I sei apostoli alla sinistra di Gesù (alla destra per chi guarda l’affresco) sono posti nella zona di luce e rappresentano i Segni zodiacali della primavera e dell’estate. Gli altri, collocati nella zona d’ombra , sono i Segni dell’autunno e dell’inverno. Al centro Cristo illumina la scena con grande intensità espressiva e spirituale, come un Sole di vita. Attraverso il volto di Gesù, Leonardo dipinge l’universo e l’eterno, mentre tratteggia negli apostoli le caratteristiche degli esseri umani, dalla luce nascente dell’Ariete al misticismo rappresentato dal Segno dei Pesci.

I 12 Apostoli

Da Simone (Ariete) a Bartolomeo (Pesci), da destra a sinistra guardando il dipinto. Le diverse personalità dei discepoli. L’associazione leonardesca degli apostoli ai Segni zodiacali non si riferisce alla loro data di nascita, che resta oscura, ma a elementi del loro carattere che consentono l’abbinamento ai Segni zodiacali.

L’affresco rende evidenti anche le relazioni tra Segni opposti.

12. Ariete – Simone

Il primo personaggio a partire da destra (la destra di chi guarda l’affresco) è l’apostolo Simone detto il “cananeo” o lo “zelota”.

A quel tempo in Palestina esistevano diversi raggruppamenti di varia ispirazione politica e religiosa: i sadducei, i farisei, gli esseni e gli zeloti. Mentre i sadducei erano aristocratici o sacerdoti che cercavano di convivere con il potere di Roma, gli zeloti erano i più determinati nella volontà di liberare la Palestina dal dominio straniero. Tra essi c’erano i “sicari”, così detti perché portavano sotto il mantello un pugnale chiamato “sica” con il quale colpivano gli avversari politici per poi dileguarsi. Lo zelota era quindi un militante e ciò spiega l’associazione di Simone al Segno dell’Ariete, domicilio di Marte. Inoltre come l’Ariete è Segno del primato così Simone è a capotavola. E nell’affresco sono in evidenza la testa e la fronte, parte del corpo attribuita all’Ariete.

11. Toro – Taddeo

Il secondo personaggio è Giuda Taddeo detto anche Giuda di Giacomo.

Durante l’Ultima Cena Taddeo si rivolge a Gesù e gli chiede: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». Questo accenno al vasto mondo consente un richiamo al Segno del Toro che rappresenta l’ampiezza accogliente della Madre Terra. Il Toro è il Segno della Terra che tutto sostiene e nutre così come Taddeo vorrebbe estendere a tutti il beneficio della conoscenza di Gesù. Oggi Taddeo è considerato il Santo utile a risolvere i casi impossibili.Franco Berdini nel testo prima citato osserva che nell’affresco «Taddeo del Toro rispecchia la fisionomia di un uomo solido e tarchiato, quasi massiccio, dalla capigliatura abbondante e dal colorito acceso». Taddeo fa un movimento della testa che gli consente di mettere in evidenza il collo, zona corrispondente al Segno del Toro.

10. Gemelli – Matteo

Il terzo apostolo da destra è Matteo soprannominato Levi, figlio di Alfeo.

Matteo era “il pubblicano” e sarà poi l’evangelista omonimo. Il fatto che fosse uno scrittore ha permesso a Leonardo di accostarlo al Segno dei Gemelli. Nelle Memorie Apostoliche  di Abdia, primo vescovo di Babilonia, si loda la sua eloquenza (evidente caratteristica del Segno dei Gemelli)  con la quale si rivolge alle genti di Etiopia. Lo studioso Franco Berdini rileva che «la figura di Matteo rispecchia la corrispondenza analogica con i Gemelli, nella rapidità dei movimenti, l’eleganza del corpo, il parlare facile e suadente. Mercurio, suo pianeta, gli dona una fisionomia giovanile». Di questa figura nell’affresco sono in evidenza le braccia, associate ai Gemelli.

9. Cancro – Filippo

A questo Segno corrisponde l’apostolo Filippo che nell’affresco raccoglie al petto le mani che ricordano le chele di un granchio.

La sua espressione intenerita fa pensare al Segno del Cancro che si associa al petto e al seno e all’influenza della Luna. Originario di Betsaida, nato intorno al 5 d.C., Filippo annuncia Gesù a Bartolomeo (Pesci) che resta scettico prima di conoscere il Nazareno. Secondo la tradizione Filippo era sposato e aveva figli. Nell’ultima cena dice a Gesù: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». E Gesù gli risponde: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Giovanni, 14; 8-9).

8. Leone – Giacomo

Al Leone è associato Giacomo il Maggiore fratello di Giovanni, apostolo ed evangelista.

I due fratelli furono definiti da Gesù boanèrghes , parola aramaica che significa “figli del tuono” per il carattere impetuoso . Giacomo Maggiore con Pietro e Giovanni assistette alla trasfigurazione di Gesù e ad altri eventi come la veglia nell’orto del Getsemani. Si dice che le spoglie di Giacomo, primo apostolo martire, fossero trasportate in Galizia e il luogo del suo sepolcro fu detto campus stellae  (il campo della stella). Oggi vi si trova il santuario di Santiago di Compostela. Nell’affresco Giacomo Maggiore appare con un atteggiamento regale e sporge il braccio verso Gesù. È quello che più si avvicina al Maestro, quasi scansando con imperiosità tipica del Leone, il vicino Tommaso. Il Leone è infatti domicilio del Sole (associato a Gesù).

7. Vergine – Tommaso

La Vergine è il Segno dell’apostolo Tommaso che si spinge a evangelizzare fuori dei confini dell’Impero, perfino in India e forse in Cina.

Tommaso è figura nota per l’episodio in cui si mostra incredulo e dubita che Gesù risorto sia tornato a mostrare le sue ferite: «Se non vedo nelle sue mani la fessura dei chiodi e non metto il mio dito nel luogo dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non credo» (Giovanni, 20; 25). Tommaso non vuol credere se non tocca con mano o vede con i suoi occhi e questo è un approccio istintivo ed evidente del Segno della Vergine, associato alla mano, alla concretezza, alla misura , ai meccanismi di verifica. Ma poi da incredulo Tommaso si trasforma in fideista, unico apostolo a rivolgersi a Gesù chiamandolo: «Signore mio e Dio mio».Anche tale singolare passaggio dalla diffidenza verso la fede e alla fedeltà è decisamente tipico del Segno della Vergine. Nell’affresco di Leonardo è in evidenza la mano di Tommaso, parte del corpo attribuita alla Vergine.

6. Bilancia – Giovanni

L’apostolo di Gesù che Leonardo associa alla Bilancia è il prediletto Giovanni, il primo alla destra di Gesù (a sinistra per chi guarda l’affresco).

Il volto di Giovanni esprime la dolcezza di un sentimento, tanto che qualcuno vi ha letto una segreta allusione alla Maddalena. Leonardo pare descrivere una fondamentale dualità della natura: in ogni individuo coesistono un cuore maschile e un’anima femminile. Leonardo dipinge questa complessità e l’associa alla Bilancia che rappresenta la ricerca dell’equilibrio a ogni livello  e la ierogamia , “sacra unione” tra cielo e terra o tra uomo e donna. Due diverse nature si fondono mirabilmente nell’unicità personale di ciascuno, come i due piatti della Bilancia, Segno maschile ma anche domicilio di Venere, astro dell’incanto amoroso.

5. Scorpione – Giuda Iscariota

L’ottavo Segno è associato a Giuda Iscariota.

Il termine Iscariota potrebbe derivare da ekariot che significa “sicario”: la setta dei sicari era un gruppo estremista facente parte del movimento dei combattivi zeloti. Questo significherebbe l’associazione di Giuda allo Scorpione, domicilio del battagliero Marte, come l’Ariete. Ma il significato della parola Iscariota resta impreciso: potrebbe derivare da ish Kariot (“uomo della città di Kariot”) o dal persiano isk arioth  “colui che serve” o “colui che sa” e questo sarebbe in sintonia con il significato esoterico del Segno. Giuda conosceva il fine della missione di Gesù? Era informato della necessità del sacrificio del Maestro per la redenzione umana e pertanto destinato al triste compito di indicarlo ai suoi nemici? Durante l’ultima cena Gesù esorta Giuda: «Quello che devi fare, fallo presto» (Giovanni, 13; 27). Lo Scorpione rappresenta la “proprietà collettiva”  e Giuda amministra il denaro degli apostoli. Giuda si accorge di avere intascato denaro per la vita di un amico e qui sta il suo dramma. Lo Scorpione rappresenta l’invisibile, il sacro, ciò che non si può misurare o monetizzare.

4. Sagittario – Pietro

Il Sagittario corrisponde all’apostolo Pietro.

Secondo Giovanni (6;67-69): «Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”». Il Sagittario rappresenta la conoscenza e l’insegnamento come fonte di vita eterna. Del resto è noto il carattere di Pietro, il suo slancio, l’ardore combattivo e fideistico lo associano manifestamente al Segno focoso del Sagittario che rappresenta la parola e la fedeltà alle proprie idee. Pietro è sempre conteso tra forze e debolezze umane. È lui che estrae la spada e ferisce un uomo quando arrivano le guardie per arrestare Gesù, è lui che rinnega il Maestro nell’ora più difficile; prima di sentire il gallo cantare e avere la forza di piangere.

3. Capricorno – Andrea

Andrea è nato a Betsaida sulla riva del lago ed è pescatore come il fratello Simon Pietro.

Andrea fu prima discepolo di Giovanni Battista e poi il “primo chiamato” da Gesù. Nel Vangelo di Giovanni (1, 41-42) «Egli (Andrea) incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” e lo condusse da Gesù. Gesù invitò i due fratelli a essere pescatori di uomini». Si narra che Andrea fu crocifisso a Patrasso ma non volle uguagliarsi al Maestro nel martirio e scelse una croce “decussata” cioè a forma di X. Essa fu detta la croce di Sant’Andrea. Secondo i Vangeli apocrifi, Andrea iniziò un’autonoma missione di evangelizzazione. Ciò consente l’associazione di Andrea al decimo Segno che rappresenta l’autonomia e la spina dorsale. Secondo alcuni studiosi, Paolo di Tarso si riferiva ad Andrea nelle sue polemiche di Corinto contro i “superapostoli”. Si può ipotizzare che Andrea, “primo chiamato” fosse un “duro e puro”, poco incline a subire l’autorità di Paolo. Mentre Paolo intendeva universalizzare il messaggio evangelico e tentare di renderlo compatibile con il potere di Roma, probabilmente Andrea ispirava la sua predicazione a un primitivo rigore (tipico del Capricorno). Nell’affresco Andrea mette le mani avanti come a dire noli me tangere (“non toccarmi”) tradendo la cautela o il distacco tipici del Capricorno, Segno delle vette e delle isole che sovrastano il tumulto del mare.

2. Acquario – Giacomo il Minore

Al Segno dell’Acquario corrisponde nell’affresco di Leonardo l’apostolo Giacomo il Minore , figlio di Alfeo. Giacomo Minore e Giuda Taddeo erano forse fratelli e in alcuni passi del Vangelo di Marco sono indicati come “fratelli di Gesù”. Quando Gesù torna a Nazareth, la gente mormora: «Non è costui quel falegname, figlio di Maria, fratello di Giacomo e di Giuseppe e di Giuda e di Simone?» (Marco, 6; 3). Si può certo associare il Segno dell’Acquario alla fratellanza e all’affinità di spirito. Giacomo era detto il Giusto e fu eletto dai primi cristiani a successore di Gesù, dopo la sua morte. Divenne capo della prima Chiesa di Cristo, quella di Gerusalemme. La quale perse di importanza dopo la scomparsa di Giacomo e dopo la rivolta giudaica repressa nel sangue dai romani tra gli anni 66 e 70. Solo in seguito si affermò l’autorità di Paolo che contribuì a diffondere il cristianesimo tra i “gentili”, e quella di Pietro, primo vescovo di Roma. L’Acquario (cui Leonardo riconduce la figura di Giacomo il Giusto) può infatti rappresentare un potere del cielo e dello spirito e un afflato libertario a fronte del potere dogmatico rappresentato dal fiero Leone, cui è associata Roma, sede del papato.

1. Pesci – Bartolomeo

L’ultimo Segno è quello dell’apostolo Bartolomeo , il cui nome, dall’aramaico Bar Talmay , significa “il figlio del beneficiato da Dio” o “figlio del solco”. Nel Vangelo di Giovanni è chiamato Natanaele. È Filippo a parlare per la prima volta di Gesù a Bartolomeo che ribatte: «Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?». Filippo loinvita: «Vieni e vedi». Gesù accoglie Bartolomeo, il quale si infervora  immediatamente e passa dalla diffidenza a un’entusiastica fede mistica: «Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re di Israele» (Giovanni, 1; 46- 50). Ad accostare Bartolomeo ai Pesci (Segno dell’immensità marina) è lo slancio fideistico e profetico di chi crede senza chiedere alcuna dimostrazione pratica. Nell’affresco di Leonardo, Bartolomeo si è alzato dal tavolo ed è l’unico di cui si distinguono i piedi (associati ai Pesci). Inoltre Bartolomeo si sporge in avanti, non avendo percepito le parole di Gesù. Ma il Segno dei Pesci  (esilio di Mercurio) va al di là delle parole e rappresenta l’indicibile , ovvero un’altra voce e un altro tipo di ascolto, quali sono quelli di cui è capace il cuore.