Ecco 12 amuleti portafortuna, per iniziare il 2019 con positività!

portafortuna

Da infilare in tasca, in borsa come monile... Ecco alcuni amuleti che secondo le tradizioni antiche attirano la buona sorte!

Lo sappiamo: chi fa da sé fa per tre. Tuttavia, perché privarsi di un piccolo aiuto, se questo è a portata di mano, è bello e costa poco? Il noto antropologo Desmond Morris nel suo libro Amuleti e Talismani racconta storia e poteri di cento amuleti e talismani, dal ferro di cavallo all’acchiappasogni, dal quadrifoglio al cornetto.

Noi ve ne proponiamo 12 tra i più antichi e diffusi!

1. Ragno

Dice una leggenda che quando il Bambino Gesù (o il re David o Maometto o Federico il Grande, secondo la provenienza del narratore) si nascose in una grotta per sfuggire ai soldati, un ragno cominciò prontamente a tessere una grossa ragnatela sull’entrata della caverna. Quando i soldati arrivarono, vedendo una ragnatela intatta sull’ingresso dedussero che nessuno doveva essere entrato e proseguirono senza preoccuparsi di ispezionare l’interno della grotta. Questa antica leggenda, diffusa in molti Paesi, difende l’idea che i ragni portino fortuna. Ma non è l’unico sponsor su cui questi insetti possono contare: malgrado il loro aspetto che spesso incute paura e ripugnanza, i ragni hanno dalla loro anche i proverbi. «Se desideri vivere e prosperare, lascia il ragno libero di andare». In diversi Paesi europei, quando un ragno penzola da una ragnatela oppure atterra sul tavolo o cammina su una mano, viene spostato con molta attenzione in un luogo sicuro. Se per caso fosse ucciso, si avrebbero perdite di denaro; se invece sopravvive, saremo sommersi di ricchezze. Un amuleto a forma di ragno è dotato degli stessi poteri magici. Raffigurazioni di ragni in oro o in argento erano molto diffuse soprattutto nell’antica Roma e venivano portate addosso per assicurarsi successo negli affari. È curioso che dall’altra parte del mondo, in Polinesia, si credano le stesse cose: stando alla tradizione locale, se un piccolo ragno discende di fronte a voi, riceverete presto un regalo di valore, un bellissimo dono dal cielo.

2. Coccinella

Piccola ma graziosissima, la coccinella gode di ottima fama ovunque. Al pari delle cicogne si ritiene che le coccinelle portino i bambini e in alcune religioni d’Europa si contano i puntini neri che ha sul dorso per sapere quanti figli avrà una donna. Questa credenza ha fatto della coccinella un simbolo di fertilità. Ma nell’immaginario collettivo essa porta anche successo e ricchezze a tutti coloro che indossano il suo amuleto. Non solo: se donato agli ammalati, si crede che assorba la malattia e la porti lontano. Nel Medio Evo la coccinella era dedicata alla Vergine Maria e da allora ha continuato ad accrescere la propria fama di portafortuna. Così, anziché essere sottoposta al destino crudele che affligge tutti gli insetti, cioè essere schiacciati, la coccinella viene ancora oggi incoraggiata a librarsi nell’aria, libera e incolume. Quando una coccinella si posa vicino a noi bisognerebbe cantare la seguente fila strocca: «Coccinella, coccinella, vola a casa, la tua casa è in fiamme, i tuoi piccoli bruceranno!». La simpatia che suscita la coccinella trova riflesso nei molteplici nomi e soprannomi che le sono stati affibbiati: in inglese è conosciuta come Lady-bird o bird of our Lady (l’uccello della Nostra Signora) ma anche come Lady-beetle (coleottero della Signora) oppure God Almighty’s cow (la mucca di Dio Onnipotente). In Francia la chiamano Poulette à Dieu (la pollastrella di Dio), in Germania Marienkàfer (scarabeo di Maria).

3. Acchiappasogni

Se la ragnatela ha la funzione di catturare gli insetti fastidiosi, basta un pizzico di immaginazione per trasformarla in una trappola per altri esseri invisibili o immaginari. Con questa idea in testa alcuni indiani delle tribù del Nord America hanno inventato molto tempo fa l’acchiappasogni: una ragnatela fatta a mano che viene appesa vicino al letto di un individuo, specie se bambino, per acchiappare i brutti sogni e dunque proteggere il sonno. A utilizzare per primi l’acchiappasogni furono gli indiani Ojibwa, rapidamente imitati dagli Algonquian e dai Cree e poi da altre tribù. Una diffusa credenza spiega i motivi di una invenzione tanto delicata e ingegnosa. «Durante la notte i sogni volano: quelli belli attraversano la ragnatela e popolano il nostro sonno di cose piacevoli, mentre quelli brutti restano impigliati nella ragnatela dove si dissolveranno alle prime luci dell’alba». Secondo gli indiani del Lakota però è vero il contrario: la ragnatela serve a trattenere i sogni belli e a respingere quelli brutti, che scivolano via tra i fori della rete. Gli acchiappasogni hanno sempre una forma circolare. Il materiale per ricavare il cerchio esterno era originariamente di salice e veniva ricoperto di salvia. Per la ragnatela interna si usavano tendini di cervo (una specie ora protetta), sostituiti oggi da materiali sintetici. A questa forma base ogni tribù ha apportato variazioni, secondo i propri gusti e tradizioni. Talvolta gli acchiappasogni sono decorati con molte perline; in certi casi hanno un foro al centro per lasciare passare i sogni (come si è detto, per alcuni i sogni da lasciare andare sono quelli piacevoli, per altri invece quelli brutti) e spesso portano una, tre o sette piume, il cui compito è facilitare il volo dei sogni belli.

4. Ferro di cavallo

Nel mondo occidentale si usa appendere all’entrata della casa, dei fienili, delle stalle e persino delle chiese un ferro di cavallo per proteggere il luogo dalle forze maligne; in passato anche i marinai lo consideravano un indispensabile portafortuna e l’ammiraglio Nelson ne aveva fatto inchiodare uno all’albero maestro della sua Victory. Ma per quale motivo un ferro di cavallo dovrebbe tenere lontane le forze avverse? Sono state avanzate diverse spiegazioni. La prima dice che quanto più raro è un materiale tanto più esso si carica di poteri soprannaturali e proprio questo era il ferro nell’antichità: raro e ricercato (di qui anche l’usanza di “toccare ferro”). Poiché un tempo le meteoriti erano la principale forma di approvvigionamento di ferro, esso fu anche considerato un dono del cielo e degli dei. La seconda spiegazione dice che la forma del ferro di cavallo ricorda gli organi riproduttivi femminili: in quanto simbolo della vulva, il ferro di cavallo avrebbe il compito di attirare lo sguardo del diavolo per distrarlo dai suoi maligni propositi. Secondo altre ipotesi, il ferro di cavallo ricorderebbe invece la falce di Luna crescente oppure (quando ha le punte rivolte verso l’alto) un paio di corna di animale, due oggetti che hanno da sempre un grande significato protettivo. Per analogia, anche ai chiodi che fissano il ferro di cavallo allo zoccolo dell’animale venivano in passato attribuite proprietà magiche e se ne ricavavano anelli da portare contro la sfortuna. Un ulteriore elemento, il numero sette, rafforzava il loro valore: non a caso infatti si usano sette chiodi per ferrare un cavallo e sette, tra tutti i numeri fortunati è ritenuto quello fortunato per eccellenza.

5. Tau

La Tau, che ricorda la forma della T maiuscola, è un antichissimo simbolo che è stato ritrovato negli scavi di Paesi anche molto distanti fra loro, in particolare in Medio Oriente, in Egitto e in diverse regioni dell’Europa orientale. La tau simboleggiava saggezza, forza, vita, rigenerazione e fecondità e veniva portata come amuleto protettivo contro gli imprevisti sfortunati. In particolare veniva indossata per proteggersi dalle malattie della pelle, dai morsi dei serpenti, dai veleni e persino dalle ferite di guerra. Quando i romani, dopo una battaglia, facevano l’appello per sapere chi era sopravvissuto, per segnare chi era presente veniva posto accanto al suo nome il segno tau: questo significava che la persona era stata protetta dagli dei. Alcuni studiosi hanno inoltre sostenuto che questo simbolo rappresentava anche la vera forma della croce sulla quale era morto Cristo, dal momento che era uno strumento utilizzato per i supplizi fino da tempi molto remoti. Questa tesi appare verosimile e potrebbe forse spiegare anche perché la tau venne adottata da San Francesco, che ne fece addirittura la sua firma.

6. Il Disco di Giada

Un disco sottile di giada (o di un’altra pietra dura) con un foro al centro: è il disco pi  che per i cinesi rappresenta il cielo e protegge dai pericoli : quando si ha la sensazione di essere nei guai basta strofinare il disco con le dita finché il pericolo non è passato. Tradizione vuole che questo amuleto risalga a migliaia di anni fa: in una tomba cinese del quarto millennio prima di Cristo sono stati trovati 24 dischi pi  disposti sul corpo del defunto al fine di proteggerlo nella sua ascesa all’aldilà. Questo perché il foro rappresenta il percorso della trascendenza e attraversandolo si ascende al cielo. Si dice che anche in vita, fissando a lungo il disco, si riesce a immaginare di passare attraverso il foro e salire nella dimensione celeste. Al giorno d’oggi si trovano dischi pi  sulle bancarelle e nei negozi di minerali e pietre preziose di tutto il mondo. Non necessariamente però sono di giada. Così ciascuno può scegliere la sua pietra preferita o i sintonia con il proprio Segno zodiacale. Da sapere però che per i cinesi la giada era ed è la più preziosa di tutte le pietre, dotata di grandi poteri magici e protettivi.

7. Mano di Fatima

Diffusa dal Medio Oriente fino all’India, la mano di Fatima è un potente talismano che porta fortuna a chi lo possiede infondendogli inoltre le sagge doti della pazienza e della fede. Chiamata mano di Humsa dagli indù e mano di Miriam dagli ebrei, ha la forma di una mano stilizzata e spesso, incastonato nel centro del palmo, si trova anche un occhio che ha la funzione di tenere lontano il malocchio. Nella versione indù questo occhio è più importante della mano stessa e infatti il talismano è conosciuto in Asia anche con il nome di occhio compassionevole che vede tutto. Per aumentare il potere su alcune mani viene eseguita una iscrizione e talvolta vengono aggiunti sulla punta delle dita dei campanelli o dei grani di pietre dure. La versione ebraica, nota anche come mano di Amesh, può essere portata alla rovescia, cioè con le dita puntate verso l’alto, con l’eventuale aggiunta di quattro pesciolini che pendono dal polso. Ma qual è l’origine di questo talismano che negli ultimi decenni del secolo scorso ha goduto di grandissima fortuna anche nel mondo occidentale, soprattutto in California, dove è stato messo in commercio come amuleto per scongiurare i terremoti? La leggenda, conosciuta in tutto il mondo arabo, racconta che un giorno Fatima, la figlia del profeta Maometto era intenta a preparare il pranzo quando vide suo marito, il profeta Alì, arrivare a casa in compagnia di una giovane e bella concubina. In preda all’angoscia, Fatima non proferì parola ma la sua confusione era tale che immerse la mano nella pentola bollente che aveva di fronte e cominciò a mescolare il cibo senza avvertire alcun dolore. Solo quando Alì le si precipitò vicino gridandole di fare attenzione la moglie tornò in sé e ritirò la mano dalla pentola.

8. Cornetto o peperoncino

Narra un’antica leggenda greca che quando l’eroe Perseo decapitò la terribile Medusa, il sangue del mostro sprizzò e, cadendo nel mare, si trasformò in un meraviglioso corallo dotato di proprietà magiche e protettive. Detto anche albero della vita e delle acque, il corallo rosso è da moltissimi secoli il materiale più usato nella produzione di amuleti. Talvolta viene utilizzato allo stato  naturale ma più spesso ancora viene lavorato in forma di perle, pendenti, spille o collane. Portare con sé un monile o un rametto di corallo significa invocare protezione contro il malocchio, la pazzia, la malattia e in modo particolare contro la sterilità delle donne. Nell’immaginario popolare il corallo rosso è insomma un amuleto milleusi: messo tra le tegole allontana i fulmini, legato all’albero maestro di una nave protegge dai naufragi, collocato tra le messi scongiura la piaga delle locuste, appeso sopra il letto dissolve gli incubi più terrificanti. Uno specifico amuleto fatto di corallo rosso è il cornetto, diffuso essenzialmente in Italia e tra gli italiani. Di questo cornetto antimalocchio esistono anche belle e costose versioni in oro o argento e una “umile” versione vegetale: il peperoncino rosso o chili, importato in Europa dal Sud America a partire dal XVI secolo. Simile per forma e colore, il peperoncino è ovviamente più facile da reperire e molto più a buon mercato del vero cornetto di corallo. Al peperoncino ci si può appellare in modo specifico contro l’infedeltà della persona amata: per riconquistarla, dice una vecchia credenza, basta mettere due peperoncini essiccati sotto il suo cuscino, meglio ancora se legati a forma di croce con un nastro rosso! Anche i giocatori d’azzardo strofinano il cornetto prima di piazzare una scommessa o di far rotolare i dadi sul tavolo da gioco. I cuochi superstiziosi tengono sempre un peperoncino rosso in cucina perché i piatti che preparano riescano al meglio. E gli autisti lo appendono all’interno dell’automobile per proteggersi dagli imprevisti o dagli incidenti. Cornetto o peperoncino, scegliete voi!

9. Abracadabra

Gli amuleti con l’iscrizione della parola abracadabra sono noti da secoli per prevenire le malattie: questo perché la parola viene scritta per esteso su un verso dell’amuleto e poi la si ripete avendo l’accortezza di troncare sempre l’ultima lettera, fino a recitare soltanto la A, di modo che chi porta l’amuleto vedrà la forza della malattia scemare via via che la parola si abbrevia. L’origine della formula però non è chiara e in proposito esistono diverse ipotesi contrastanti. Secondo alcuni sarebbe stata inventata dal medico dell’imperatore Caracalla per avere ragione di una sua febbre persistente. Altri invece pensano che sia molto più antica e derivi dalla frase babilonese Abbada ke dabra, che significa “muori quando la parola stessa viene pronun iata” ovvero“ muori insieme con la parola”: si tratterebbe dunque di un ordine impartito al demone della malattia, per liberarsene. Altri ancora sostengono che la parola abracadabra derivi dalle parole ebraiche che designano la santa triade cabalistica: padre (ab), figlio (ben ) e spirito santo (ruach acadach). In questo caso l’amuleto libererebbe chi lo indossa dall’influsso degli spiriti del maleGli amuleti con la parola abracadabra sono generalmente di forma triangolare. Taluni hanno il vertice con la A in alto (la lettura della formula deve dunque cominciare dal basso); in altri, viceversa, il vertice con la A punta verso il basso.

10. Scarabeo

Montato su anelli, orecchini, pendenti o spille, svolge la sua funzione magica da oltre 4.000 anni come simbolo di fertilità, virilità, saggezza, rinnovamento, resurrezione e immortalità. Ma come mai una bestiolina così umile è potuta diventare l’immagine stessa della creazione? All’origine di tutto ciò un comportamento alquanto singolare dell’insetto. Lo scarabeo stercorario usa arrotolare la sua palla di sterco per poi farla rotolare davanti a sé fino a depositarla in un foro molto profondo scavato in precedenza nel terreno: gli egizi associarono questo complesso rituale al modo in cui il dio Sole faceva ruotare il sole nel cielo. E poiché dal foro in cui riposava la palla di sterco sbucava poi un gran numero di scarabei, ecco pronta la successiva associazione: quegli insetti erano immortali, capaci di rinnovarsi in eterno. La verità è che lo scarabeo femmina depone le proprie uova nella palla di sterco sepolta nel foro. Quando le uova si schiudono i nuovi nati usano lo sterco per svezzarsi, crescono e quindi riemergono sotto forma di coleotteri adulti. E fu questo ciclo vitale, interpretato come rinascita ad affascinare gli egizi che erano attratti dal problema della vita nell’aldilà. Nell’antico Egitto amuleti a forma di scarabeo erano indossati per scongiurare la morte precoce e depositati sui defunti per assicurare loro un’esistenza nell’aldilà. Esemplari di scarabei di ogni dimensione e spesso cesellati sono stati ritrovati negli scavi archeologici di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Gli scarabei più grandi che siano giunti fino ai nostri giorni sono esposti al British Museum di Londra: sono lunghi oltre un metro e mezzo e pesano più di una tonnellata!

11. Trifoglio

Qualsiasi irlandese in procinto di intraprendere un’attività rischiosa cercherà di proteggersi procurandosi un trifoglio o shamrock portafortuna. Ma anche in molte altre religioni del mondo, e da tempo immemorabile, la conformazione del trifoglio è considerata una sagoma protettiva. Sembra che la sua origine risalga addirittura all’antica India: la civiltà della valle dell’Indo, risalente a più di 5.000 anni fa, ci ha tramandato su un bassorilievo una figura barbuta coperta da emblemi di trifoglio. Lo stesso motivo si trova nell’antica arte araba come pure in quella celtica dove le tre foglie a forma di cuore unite da un gambo rappresentavano la “triplice madre” del mondo. In tempi più recenti il trifoglio è stato accolto come simbolo da conoscere e rispettare anche dalla chiesa cristiana grazie a San Patrizio, patrono dell’Irlanda. Narra una leggenda che, per spiegare al re Leoghaire le ragioni per convertirsi al cristianesimo, San Patrizio abbia sfogliato un trifoglio dimostrando che rappresentava la Santa Trinità. E così, ogni anno, nella repubblica irlandese il giorno di San Patrizio (17 marzo) viene festeggiato con un gran dispiego di mazzolini di trifoglio e, “affogare lo shamrock” è il nome dato a una singolare cerimonia popolare, i brindisi al trifoglio, che in passato ha dato luogo a controversie. Secondo i puritani infatti, “affogare lo shamrock” non aveva altro significato, per gli “officianti”, che quello di passare di bar in bar brindando alla salute del trifoglio e finendo la giornata non propriamente sobri! Un portafortuna a forma di trifoglio viene oggi portato come monile, pendente, spilla o fermacravatte. Molti emigranti irlandesi hanno portato con loro un vero trifoglio colto nella terra natia considerandolo un amuleto e conservandolo ovunque e per tutta la vita. Perciò lo shamrock è particolarmente caro non solo a chi ha continuato a vivere in Irlanda ma anche agli irlandesi divenuti cittadini americani.

12. Quadrifoglio

Se già un trifoglio porta fortuna , immaginiamoci un quadrifoglio! Chiunque ne trovi uno e lo porti con sé sarà protetto da qualsiasi incantesimo maligno. Una leggenda racconta che quando Eva lasciò il Giardino dell’Eden riuscì a portare con sé proprio un quadrifoglio; secondo una tradizione occultista invece, il quadrifoglio è un amuleto particolarmente prezioso perché permette di individuare i demoni ostili e aiuta di conseguenza a evitarli. C’è anche chi sostiene che il quadrifoglio protegge dalla follia. I cristiani pensavano che avesse poteri speciali perché le sue quattro foglie evocavano le quattro braccia del crocifisso. Il quadrifoglio sarebbe anche un simbolo di equilibrio, unità e completezza. Esistono molti modi per “trattare” un quadrifoglio. Secondo alcuni perché porti fortuna è necessario metterlo in una scarpa, secondo altri va infilato tra le pagine della Bibbia. Anche alle quattro foglie sono stati attribuiti diversi significati: i petali rappresenterebbero la speranza, la fede, l’amore e la fortuna oppure la fama, la ricchezza, l’amore fedele e la buona salute. In un’altra versione il motivo a quattro foglie evoca invece il “simbolo del mondo”, vale a dire i quattro punti cardinali uniti al centro, dove dimorano i quattro spiriti tutelari.