Resilienza: la virtù di chi non si arrende

Accettare le difficoltà senza farsene abbattere, restare adattabili all’esterno ma saldi all’interno: tutti ne siamo dotati, chi più e chi meno

Accettare le difficoltà senza farsene abbattere, restare adattabili all’esterno ma saldi all’interno: tutti ne siamo dotati, chi più e chi meno

Mi piego ma non mi spezzo”! È un modo di dire molto diffuso che descrive gli effetti salutari di un umile e saggio adattamento alle difficoltà della vita. Un approccio solo apparentemente passivo che comprende la consapevolezza di poter fare poco o nulla, nell’immediato, per cambiare le cose e che si contrappone all’atteggiamento di rigido rifiuto, di reazione oppositiva, che spesso risulta sterile, inutilmente dispendioso o persino controproducente.

La resilienza è qualcosa di simile ma anche qualcosa di più. Sino a non molti anni fa era infatti un termine usato solo in fisica, in ingegneria, con riferimenti alla metallurgia, per definire in termini qualitativi e quantitativi la “capacità di un materiale di assorbire un urto senza deformarsi o rompersi ”. È anche la capacità di un organismo vivente di autoripararsi dopo un danno o di un ecosistema di tornare allo stato di equilibrio dopo un evento turbativo. In seguito tale termine è stato esteso metafora, assumendo significato sul piano umano e psicologico, in quanto capacità di affrontare positivamente le esperienze traumatiche, di riorganizzare la propria vita nonostante e anzi attraverso le avversità , rimanendo integri e costruttivi. Non si tratta soltanto di resistere in attesa di tempi migliori: la resilienza ha nella duttilità un fattore cruciale che permette di modificare temporaneamente la “forma” del vivere (fatta di abitudini, ritmi, attività varie), ripristinandola appena le condizioni esterne torneranno favorevoli,  mentre il contenuto interno (fatto di valori, motivazioni, finalità) può confermarsi, riqualificarsi e persino rinnovarsi in senso creativo. C’è anche una sottintesa capacità di improvvisazione nelle modifiche funzionali che permettono di rimanere alla guida della propria vita anche in condizioni dinamiche, cioè soggette a variabili e trasformazioni incognite.

Non a caso la radice etimologica latina, come participio presente del verbo resilire, rimanda al concetto di “rimbalzare”. In un certo senso dunque essere resilienti significa cambiare rimanendo se stessi: accettare la sofferenza senza identificarsi in essa e senza abiurare alla speranza, alla progettualità, alla responsabilità, insomma significa non farsi sopraffare dalla nostalgia del passato né lasciarsi boicottare dalla paura del futuro, per vivere nel “qui e ora”. Proprio una tale esperienza di centratura psicologica, morale e spirituale, tanto rara nei più distratti periodi positivi, può insomma promuovere la coscienza di risorse inesplorate e del significato della propria vita. Come accade al seme che sotto terra non si limita ad aspettare la primavera ma si prepara a incarnarla trasformandosi, la resilienza è insieme una condizione, un’attitudine e un processo che offre risultati conseguenti e proporzionali all’impegno richiesto ma può portare, appunto nel tempo, a un’autentica e profonda rinascita.

La resilienza è una dote presente in ogni individuo, anche se esprimerla per alcuni può essere più o meno spontaneo, più o meno facile.

1. I Segni di Fuoco

I segni di fuoco per esempio, affrontano le difficoltà in modo diretto e non hanno la pazienza o la costanza di elaborarne il significato e sfruttarne l’insegnamento.

Ariete

Gli Ariete preferiscono combattere, reagire subito e attivamente, a costo di fallire. C’è di buono però che si riprendono altrettanto in fretta, accettando qualche cicatrice come medaglia al valore!

Leone

I nativi Leone sono spesso troppo orgogliosi per piegarsi  e, se sono costretti a farlo, si sentono umiliati, mortificati, quasi offesi da un’ingiustizia subita.

Sagittario

Qualcosa del genere accade ai Sagittario, che passano dall’entusiasmo allo scoraggiamento  in modo veloce, ingenuamente stupiti dalle risposte diverse alle loro aspettative e incapaci, almeno in tempi brevi, di capirne i motivi.

2. I Segni di Terra

La resilienza si esprime al massimo nei Segni di Terra , in parte per la loro naturale inerzia comportamentale che si traduce spesso in una reattività controllata o comunque rallentata e in parte perché il loro pragmatismo è istintivo, quindi non hanno bisogno di ragionare per sapere che ciò che non può essere cambiato va solo accettato, all’occorrenza sopportato.

Toro

I Toro hanno un’incredibile resistenza passiva, che li porta a mantenere le condizioni di quiete, vere o presunte, almeno finché le sollecitazioni verso “il moto” non superano la soglia del buonsenso. In tal caso, attendono tenacemente di poter tornare allo stato precedente… e spesso ci riescono, anche se così rischiano di rimanere sordi ai segnali del divenire.

Vergine

Il Segno della Vergine, di Terra e Mobile, è tra i più resilienti ma ciò non significa che per i nativi sia facile attivare difese emotive e comportamenti adeguati di fronte a situazioni impreviste e a dati che cambiano: difendere oppure ripristinare l’ordine, riorganizzando conseguentemente l’esistenza, è per loro una sorta di missione e sanno che richiede adattamento, ma ciò ha un notevole prezzo in termini di stress.

Capricorno

Per i Capricorno la resilienza non è soltanto più semplice in quanto approccio ma quasi gratificante in sé. Infatti, facilitati  dalla naturale sobrietà emotiva, si sentono sempre a loro agio quando si tratta di gestire le difficoltà, dimostrando così il loro valore: di fronte agli ostacoli possono dunque modificare i loro percorsi o persino restare fermi, ma senza dimenticare la meta.

3. I Segni d’Aria

I segni d’aria hanno bisogno di interagire razionalmente con ciò che accade e quindi ragionano, si interrogano, cercando un senso e uno stimolo anche nelle esperienze faticose.

Gemelli

I Gemelli spesso compensano il disagio psicologico… parlando, come se si trattasse di eventi esterni, di un film da commentare con gli amici. È una specie di trucco, più o meno inconscio, che a volte funziona ma solo in superficie e sul breve periodo, rimandando il momento di una comprensione più profonda nella speranza che intanto le cose si sistemino.

Bilancia

La resilienza dei nativi Bilancia è scarsa in condizioni di solitudine, il che sembra una contraddizione, un paradosso, visto che la stessa solitudine è per loro una difficoltà da affrontare. Avere qualcuno a fianco li aiuta però a mettersi alla prova, a interpretare la sofferenza in modo creativo, nonché a essere più attivi nella volontà di ristabilire equilibrio e giustizia ai fatti della vita, e per le persone coinvolte.

Acquario

Gli Acquario invece devono la loro notevole resilienza alla capacità di astrazione, con la quale riescono a osservare la realtà con freddezza, quasi dall’alto, senza farsene suggestionare o destabilizzare. Per loro è relativamente facile inserire il vissuto personale in categorie umane generiche, persino in teorie filosofiche, così da identificare i comportamenti più efficaci in base a modelli di riferimento ideali.

4. I Segni d’Acqua

Nei Segni d’Acqua  le energie emotive sono protagoniste e, come tali, influenzano e direzionano i soggetti verso comportamenti troppo reattivi per risultare resilienti. Peccato perché proprio l’acqua è l’elemento naturale più capace di adattarsi a forme esterne senza modificare la propria sostanza.

Cancro

In effetti, la “corazza” dei Cancro può essere efficace per proteggere il più fragile nucleo interno dalla paura, ma si tratta di una difesa istintiva che non lascia molto spazio alla volontà, ad azioni consapevoli e mirate. In un certo senso, i nativi adottano una modalità passiva per rassicurarsi come sotto una coperta calda, il che sarebbe anche legittimo se non tendessero a ripiegarsi troppo nella nostalgia di quel “prima” che gli eventi hanno modificato e ferito, impedendosi così la vista del futuro.

Scorpione

I nativi Scorpione si distinguono perché, nonostante un coinvolgimento emozionale sempre estremo, sono capaci di autocontrollo strategico , sanno attendere il momento opportuno per tornare alla guida della propria vita, sospendendo scelte e azioni finché è necessario o comunque inevitabile, risultando quindi assai più resilienti rispetto ai compagni di Elemento.

Pesci

I Pesci entrano in empatia con le persone che soffrono e, nei confronti della personale sofferenza, scivolano spesso nell’autocommiserazione, sentendosi vittime di un destino avverso  e lamentandosene, sia pure comprensibilmente, senza intervenire per cambiare le cose né per accettarle o trasformarle in occasioni di crescita. In certi casi però un simile atteggiamento può essere controproducente e non solo inutile perché boicotta la visione realistica degli eventi e del periodo: base irrinunciabile di ogni comportamento resiliente.