Pietre magiche: il diamante

Legato al chakra della spiritualità, il settimo, il diamante dona la forza di proseguire il cammino di crescita interiore

Il diamante è composto da un solo elemento, il carbonio, ed è trasparente e incolore; eventuali inclusioni possono dargli una leggera colorazione. Poiché la sua formazione richiede temperature molto elevate, si forma a circa 200 km di profondità. I più antichi giacimenti di diamanti si trovano lungo i fiumi e le coste dell’India, dove queste gemme venivano raccolte già  nel IV secolo a.C. come testimoniano testi sacri in sanscrito. Nel 1725 vennero scoperti bacini diamantiferi in Brasile, e nel 1867 in Sudafrica; oggi ve ne sono anche in Australia e B rasile. I primi tentativi di taglio risalgono al Medio Evo, ma fu solo nel X V secolo a Parigi che i tagliatori riuscirono a far emergere dalla pietra grezza la sua spettacolare luminosità.

Storia e leggenda

Il nome diamante deriva dal greco adams-antos (indomabile): è infatti il minerale più duro in natura e può essere scalfito solo da un altro diamante. Lo storico romano Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. lo definiva “il più grande valore non solo delle pietre preziose ma di tutte le cose buone della Terra”.

Simbolo di lealtà, forza indomabile e fedeltà assoluta, è il dono d’amore per eccellenza: la consuetudine di donare un anello di fidanzamento con diamante ebbe inizio nel 1477, quando l’arciduca Massimiliano d’Austria ne regalò uno alla sua promessa sposa Maria di Borgogna. Quando si compra un diamante bisogna conoscere la storia dei precedenti possessori dato che assorbe la negatività di chi lo detiene e la riversa poi su ogni nuovo proprietario.

Proprietà terapeutiche

Da sempre in India si ritiene che i diamanti favoriscano lo sviluppo del proprio lato spirituale; gli Hindu li mettevano come occhi alle statue delle loro divinità. Nell’antico Egitto il diamante era la pietra di Osiride, mentre in Grecia era consacrato ad Apollo. I romani credevano che fosse di diamante la punta delle frecce con cui Cupido colpiva uomini e dei, facendoli innamorare. I sommi sacerdoti ebraici lo usavano per giudicare gli imputati, certi che diventasse nero in presenza dei colpevoli. In Italia, nel Rinascimento, la polvere di diamante era considerata un veleno da mescolarsi al cibo, e la leggenda vuole che sia stata la causa della morte dell’alchimista Paracelso e dello scultore Cellini.

Proprietà magiche

Magia bianca: esercizio di concentrazione

Legato al chakra della spiritualità, il settimo, il diamante dona la forza di proseguire il cammino di crescita interiore. Alla luce di una candela bianca sediamoci su una sedia con la schiena dritta. Con la mano sinistra portiamo un diamante all’altezza degli occhi, inspirando ed espirando con lentezza. Immaginiamo che dalla pietra si diffonda una luce candida sempre più grande che entra nel nostro terzo occhio e raggiunge il chakra: per dieci minuti espirando eliminiamo ogni negatività, e inspirando assorbiamo la pace e la fiducia in noi stessi.

Come utilizzarlo

Incastonato in un ciondolo d’oro e portato al collo il diamante regolarizza il battito cardiaco e armonizza il sistema nervoso. Portato all’anulare della mano sinistra garantisce fedeltà eterna in amore. Tenuto in bocca cura gotta e itterizia. Gli orecchini di diamanti combattono la balbuzie, e impediscono a chi li indossa di raccontare bugie e di abbandonarsi all’ira.

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