Per essere felici? Bisogna seguire il proprio daimon!

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Che cos’è davvero la Felicità? E in che modo questo desiderio inesauribile ci interpella? Ce lo dice l'astrologia, parlandoci del nostro daimon interiore

È la meta più desiderata, la più sperata, la più misteriosa in un tempo in cui si è attratti da tante parvenze di felicità. Cos’è davvero la Felicità?

E in che modo questo desiderio inesauribile ci interpella, in un epoca piena di sofferenza in cui parlare di felicità può sembrare persino fuori luogo?

Per gli antichi Greci, che la sapevano lunga, la felicità si diceva eudaimonia. Letteralmente significa “essere in compagnia di un buon demone”. Il daimon – demone è l’anima collegata alle radici profonde del nostro essere, la voce interiore che dice “seguimi”. L’antico concetto del daimon verrà ripreso dal celebre psicoanalista Carl Gustav Jung che definisce la felicità come un processo, che chiama di individuazione, ovvero di realizzazione del progetto al quale il Sé (il nostro Io più profondo) vuole condurci.

Il daimon è la misteriosa forza vitale racchiusa nel seme che preme per espandersi e realizzare il suo scopo originale, nella suggestiva teoria della ghianda formulata da James Hillman, psicoanalista allievo di Jung. Ciascuno ha il proprio daimon, diceva Socrate. Ciascuno di noi ha una sua unicità e un suo talento: scoprirlo e realizzarlo è ciò che dà senso al nostro essere qui sulla terra. È questa ricerca, a rendere la vita di ognuno un’avventura straordinaria.

Ma come riuscire a individuare il proprio daimon? L’astrologia ha qualcosa da dirci a proposito…

ASTROLOGIA E FELICITÀ

In che modo l’astrologia può avvicinare alla felicità?

Tutti abbiamo al nostro interno dei semi – quella ghianda di cui parla Hillman – che sono naturalmente destinati a germogliare. Astrologicamente. nel tema natale, quei semi, le nostre personali ricchezze sono da cercare nella seconda Casa (il Segno su cui poggia e i pianeti che sono al suo interno). Ancora grezze, se sviluppate, le nostre tendenze innate possono diventare vere e proprie capacità che potremo mettere in gioco nella nostra autorealizzazione.

La nona Casa ci parla della nostra Vocazione, dal latino vocare ovvero chiamare: sono ideali, aspirazioni e motivazioni che scaturiscono dai più profondi bisogni della nostra anima e che in qualche modo ci chiamano dal profondo di noi stessi. Una nona in Acquario, ad esempio, con Mercurio, suggerirà una propensione al contatto con il pubblico, che permetta di sostenere scopi umanitari: sarà quello, o un progetto affine, quello del nostro daimon. 

Nella seconda e nona Casa troveremo dunque le tendenze innate e le nostre potenzialità. Il lavoro da fare consisterà nel farle emergere e ascoltarle poiché molte delle nostre energie archetipe e delle nostre tendenze più profonde sono a noi spesso sconosciute, ma nonostante ciò animano le nostre scelte di vita. Così l’astrologia, trasformando il tema natale in un “mandala della felicità” che può chiarirci le idee nel nostro cammino alla ricerca del bene più prezioso, più inafferabile e più sfuggente.