I vizi capitali: l’invidia

invidia

Quando si parla di vizi capitali, ecco che scende in campo l'invidia. Ma di cosa si tratta? E perché viene ritenuta il peccato dell'odio? Scopriamolo!

Nulla di positivo in questo sentimento: l’invidia, dice san Tommaso, è la tristezza che si prova per un bene o  una qualità altrui che si vorrebbero avere. Al contrario di altri peccati in cui il peccatore prova piacere come gola, avarizia e lussuria, l’invidia è una “passione triste”, un sentimento che avvelena l’animo. Shakespeare la chiama una “malattia degli occhi” turbati da tutto ciò che risplende. Che questo vizio sia legato allo sguardo è testimoniato dall’origine della parola, dal latino invidere (guardare male). Non a caso per Dante nel Purgatorio gli invidiosi hanno gli occhi cuciti. Gli occhi sono portatori della conoscenza di ciò che è intorno a noi e rappresentano un primo passo verso il suo possesso, stimolano il desiderio delle cose viste. Molti sono gli invidiosi nella Bibbia, nelle favole e nella tradizione popolare; Caino uccide Abele, Saul invidia Davide e la perfida strega Grimilde vuole la morte di Biancaneve. Nella storia è celebre l’invidia del musicista Salieri per Mozart.

L’invidioso guarda l’altro odiando il suo successo, la sua felicità. La persona invidiata non è mai una persona qualunque. Secondo Aristotele invidiamo sempre qualcuno che sentiamo a noi vicino: un poeta ne invidierà un altro, un’attrice invidierà un’attrice. La persona invidiata costituisce l’ideale di colui che invidia e il fatto di provare questo sentimento dimostra che se ne riconosce l’eccellenza.

L’invidia e la femminilità

Troviamo il primo riferimento all’invidia nel pensiero di Freud, che le assegna una funzione fondamentale nella costruzione di un sistema psichico riguardante la femminilità. Freud parla di “invidia del pene” come elemento base della gelosia e dell’invidia, considerate caratteristiche femminili.

Il complesso di evirazione della bambina è messo in moto dalla vista del genitale maschile. Essa subito nota la differenza e si sente gravemente danneggiata. Dichiara spesso che anche lei vorrebbe avere qualcosa di simile e cade quindi in balia dell’invidia del pene, che lascerà tracce incancellabili nel suo sviluppo e nella formazione del carattere”.

Se oggi è superata l’idea che la femminilità si strutturi a partire dall’invidia, altri studi psicoanalitici ci consentono di capire meglio il suo aspetto mortifero. Per Melanie Klein- celebre psicoanalista allieva di Freud – l’invidia nasce nel primo rapporto del bambino con la madre e ha origine dalla dipendenza che il neonato ha con il seno materno. Se i sentimenti aggressivi sono troppo intensi l’amore e la gratitudine verso la madre sono impediti. Le fantasie distruttive del bambino gli impediscono di sperimentare del tutto sia la bontà della madre che la propria, ostacolando la costituzione di un oggetto interno buono, che è il fondamento della serenità interiore. Così l’invidia è rivolta all’oggetto più gratificante, il seno materno. Il più vicino a se come diceva Aristotele.

L’invidia, i pianeti e i segni collegati

In astrologia il pianeta a cui è attribuita l’invidia è Mercurio, signore dei Gemelli. Si associa agli invidiosi la propensione al pettegolezzo, considerata dagli astrologi una caratteristica mercuriale. Affiancando il concetto di rivalità a quello d’invidia, la simbologia dei Gemelli rimanda alla tipica competizione infantile tra fratelli. La presenza di pianeti, soprattutto di Venere – che rappresenta il nostro modo di amare – in quarta e decima Casa, ci dice qualcosa sull’invidia e la rivalità, che è uno dei suoi attributi; quando si trova nella Casa del genitore dello stesso sesso (per esempio, in decima nel tema di una donna) potrebbe esserci una profonda e dolorosa rivalità tra madre e figlia. La rivalità e l’invidia sono in stretta relazione e quando Venere nel tema natale esprime il genitore dello stesso sesso potremmo vedere qualità belle ed invidiabili nel genitore e desiderarle per noi stessi. Iniziamo allora a competere per provare che anche noi siamo Venere – una Venere più grande, migliore e più bella.

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