I vizi capitali: la lussuria

lussuria

Quando si parla di vizi capitali, ecco che scende in campo la Lussuria. Ma di cosa si tratta? E perché viene ritenuta il peccato degli eccessi? Scopriamolo!

La lussuria – il terzo dei sette vizi capitali – è il desiderio disordinato del piacere carnale. La parola proviene dal latino luxus che significa “rigoglio”, “esuberanza” ma anche “eccesso” ed “esagerazione”. Aristotele definisce la lussuria come una corruzione del piacere corporeo dato dall’eccesso che porta all’irrazionalità. È il vizio che rappresenta il carattere esagerato e disordinato della sessualità.

Per Freud è proprio la stessa natura della sessualità umana a essere eccessiva, senza regole. Mentre in natura gli animali si accoppiano per riprodursi guidati dall’istinto e da leggi che non ammettono eccezione, nel mondo umano l’istinto non regola la sessualità e l’atto sessuale non è finalizzato alla riproduzione ma al godimento. Freud introduce la differenza tra istinto e pulsione: quello che caratterizza la sessualità umana è la pulsione il cui scopo è il godimento, dunque la lussuria non può essere considerata un vizio; il corpo sessuale è sempre un corpo lussurioso. Come sottolinea Freud: “si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l’uso della parola perversione come termine riprovativo”.

Lussuria e pornografia

Secondo la psicoanalisi le “comuni” perversioni non possono essere considerate vizio, ma la lussuria rischia di diventare un vizio solo quando sistematicamente separa il sesso dall’amore e diventa allora pornografia (dal greco pornè, prostituta e grafein, scrivere). Nelle immagini pornografiche in cui quasi sempre manca il volto, vengono rappresentate tutte le parti anatomiche della persona.

Questa mancanza, la mancanza dello sguardo dell’altro non è casuale: l’altro viene ridotto a puro strumento di godimento e dunque oggetto. Ognuno di noi ha un’immagine idealizzata del partner, un’immagine interiore che incarna ciò che desideriamo. Il filodsofo Jung ha definito queste immagini  inconsce come animus per la donna e anima per l’uomo: sono le due figure più misteriose esplorate dalla psicologia analitica e sono l’espressione dell’immagine interiore, spesso inconscia, che noi proiettiamo sul partner. Le relazioni che contengano un elemento di innamoramento contengono inevitabilmente proiezioni di animus e anima, e questo può spiegare il senso di familiarità che proviamo nell’incontro con l’uomo o la donna dei nostri sogni. Ognuno di noi cerca nell’altro le qualità espresse da queste figure – protezione, fascino, saggezza, passione, purezza, incanto – ed è destinato a scontrarsi nella realtà con i loro lati oscuri (tradimento, freddezza, violenza, ricatto affettivo etc…).

Lussuria e i pianeti

I pianeti femminili – Luna e Venere – nel tema di un uomo e quelli maschili – Sole e Marte – in quello donna, ci possono dare indicazioni sulla forma del partner ideale.

I segni collegati

Nell’astrologia i principali pianeti dell’espressione sessuale sono Venere e Marte, e sono tradizionalmente legati alla sessualità il Segno dello Scorpione, il pianeta Plutone e l’ottava Casa dell’oroscopo che mostra il nostro rapporto con i valori tipici delle relazioni. Oltre a ciò bisogna considerare anche il Segno occupato dal discendente e i pianeti che cadono in questa Casa. L’espressione sessuale è così connessa con anima e animus che tutto ciò che il tema natale può fare è suggerire modelli o tendenze; ma non può svelare le specifiche inclinazioni sessuali attraverso cui la libido si manifesterà.

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