I vizi capitali: la gola

GOLA

Quando si parla di vizi capitali, ecco che scende in campo la gola. Ma di cosa si tratta e perché viene ritenuta il peccato della convivialità? Scopriamolo!

Il vizio della gola – il quinto dei peccati capitali – è l’appetito disordinato, vale a dire eccessivo dI cibo e bevande. In questi tempi però risulta difficile pensare che la gola possa essere considerata un vizio. Siamo sommersi da articoli di giornali, trasmissioni televisive, festival e convegni su cibo e degustazione. Ma aldilà della rinnovata attenzione che oggi le si rivolge, la cultura del cibo è sempre stata centrale nella storia dell’uomo. Il cibo è da sempre una tentazione: è a causa di una mela che Adamo ed Eva vengono cacciati dal Paradiso, e Gesù, che passa 40 giorni e 40 notti nel deserto, viene tentato dal diavolo proprio attraverso il cibo. Il Maligno gli propone infatti di trasformare i sassi in pane. L’atto del mangiare non è legato solo al bisogno di nutrimento; l’uomo non è solo un essere naturale i cui bisogni sono determinati dall’istinto. Come per il desiderio sessuale, che non è guidato soltanto dall’istinto riproduttivo, noi non mangiamo solo per sfamarci ma cerchiamo nel cibo anche un altro piacere, quasi di tipo erotico.

La gola e il seno

Per la psicoanalisi la prima espressione dell’erotismo è l’atto di succhiare il seno. Il seno materno è l’oggetto originario delle emozioni erotiche del bambino. Questa fase, in cui il piacere è derivato dalle labbra e dalla bocca, come nell’atto di succhiare al seno della madre viene chiamata fase orale. Se però durante questa fase il bambino ha vissuto esperienze emotive e affettive poco gratificanti, tenderà a essere scontroso, introverso, pessimista, alla continua ricerca di sostegni e di gratificazioni che non riusciranno mai ad appagarlo sufficientemente e a riempire quel “vuoto d’amore” sperimentato nella prima infanzia. Il tipo orale beve, mangia, fuma e parla troppo; il suo comportamento è contraddistinto dall’avidità e dalla gelosia.

La gola, i pianeti e i segni collegati

Da un punto di vista astrologico il pianeta legato all’oralità è Giove, simbolo di espansione e se leso o eccessivamente esaltato, dell’ingordigia. Oltre all’interesse per l’aspetto di voluttà legato al cibo può portare anche a crisi di gelosia e possesso verso la persona amata, mentre nel domicilio Sagittario può condurre a un eccesso legato alla parola o alla voracità in generale.

Il peccato di gola diventa vizio quando il cibo acquista un’importanza eccessiva e ciò che dovrebbe essere mezzo di sussistenza diviene il fine e soprattutto quando viene spezzata la dimensione della convivialità e della condivisione. In questo senso anche l’anoressia e la bulimia sono a tutti i titoli peccati di gola, per chi soffre di questi disturbi il cibo diventa centrale e costituisce un’ossessione solitaria. L’anoressica col suo rifiuto del cibo e la bulimica con la sua altrettanto radicale voracità esprimono lo stesso disagio. In questi disturbi si evidenzia un ruolo inadeguato della figura materna che quasi sempre è troppo rigida.

Spesso la madre è “saturnina”, una donna dedita al lavoro, alla famiglia e al dovere, eccessivamente soggetta alle convenzioni e alle norme sociali. In questo caso, come sempre quando è in gioco il rapporto con la madre e dunque con la nutrizione, è importante l’analisi della posizione della Luna. Una Luna lesa è spesso presente in chi ha problemi con il cibo e con l’alimentazione e non è raro che chi soffre di disturbi alimentari abbia la Luna in un Segno di Terra come la Vergine o in sesta Casa.

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