I nostri angeli: dai Cherubini ai Custodi, tutti i nostri aiutanti

Sono legioni, un numero davvero incalcolabile, dicono le Sacre Scritture. Poi un monaco siriano decise di portare ordine: ecco come sono nate le «gerarchie»

angeli cherubini

Sono legioni, un numero davvero incalcolabile, dicono le Sacre Scritture. Poi un monaco siriano decise di portare ordine: ecco come sono nate le «gerarchie»

Arcangeli, Serafini, Cherubini… Sono nomi che anche i meno esperti conoscono. Ma per qualcuno sono soltanto nomi tutt’al più legati in modo vago all’idea di Angeli. Partiamo da questo per conoscerli più da vicino: perché in genere parliamo di Angelo e a volte passiamo al plurale? L’Angelo è uno, per quanto categorie come singolare o molteplice possano avere senso trattando l’argomento Dio. Sì perché l’Angelo è Dio o se preferite lo rappresenta, lo “traduce” in maniere comprensibili a noi poveri mortali, lo “filtra”, lo rende più “avvicinabile”. Non a caso quando si parla di incontri con Dio, nel Vecchio Testamento si descrive sempre un essere umano incapace di affrontare la potentissima luce : tiene gli occhi serrati, si copre il volto con un braccio o un mantello. Sono metafore naturalmente ma che rendono l’idea (e anche questa è una metafora) di un mortale fatto anche di spirito che si confronta con il puro e supremo spirito. Il dialogo è difficile se non per qualche eletto. Ecco allora che i sapienti, gli illuminati o chiunque sia stato l’autore materiale delle Scritture, trovano il modo di metterci in comunicazione con Dio. Possiamo rivolgerci agli Angeli, entità spirituali a noi assai più vicine: come noi tra l’altro compiono un percorso, evolvono. Siamo su binari simili ma paralleli, noi nel nostro mondo, gli Angeli nella loro dimensione. Possiamo comunicare e ci aiutiamo a vicenda. Sì, perché anche l’uomo contribuisce all’evoluzione angelica: ogni passo che facciamo in avanti fa progredire gli Angeli. Incredibile ma vero per chi è abituato a rivolgersi al “custode” per chiedere aiuto. A proposito, chi sono i “custodi” ? Non un caro amico defunto, anche fosse stato l’essere migliore di questo mondo: lui può essere uno “spirito guida”. Capace di molto, moltissimo; ma resterà sempre un’entità diversa dall’Angelo.

O dagli Angeli  al plurale: le Sacre Scritture parlano di “legioni”, un numero incalcolabile di entità. Nella tradizione cristiana, il primo a “classificarle” secondo una funzione specifica fu un monaco siriano, Dionigi l’Areopagita, secondo alcuni vissuto nel primo secolo d.C., secondo altri più tardi. Rifacendosi alla tradizione ebraica, alla kabbalah, Dionigi suddivide il mondo angelico in 9 ordini (o cori), suddivisi a loro volta in tre livelli: la prima Gerarchia composta da Serafini, Cherubini e Troni; la seconda formata da Dominazioni, Potestà e Virtù; la terza da Principati, Arcangeli e Angeli. Ciascuno di questi cori comprende a sua volta otto Entità Angeliche. Dionigi attribuisce a ciascuna un epiteto cristiano. Qualsiasi Angelo può essere Custode di un essere umano, anche se il compito specifico è attribuito agli “Angeli e basta”, i più vicini alla Terra.

Vasariah: governa l’1 e il 2 settembre. È l’Angelo della giustizia che dà fiducia in se stessi

Jehuiah: governa i giorni dal 3 al 7 settembre. È l’Angelo che aiuta a obbedire con consapevolezza

Lehaiah: governa i giorni dall’8 al 12 settembre. È l’Angelo dell’obbedienza che dà forza

Cavakiah: governa i giorni dal 13 al 17 settembre. È l’Angelo che aiuta a perdonare

Menadel: governa i giorni dal 18 al 22 settembre. È l’Angelo che mostra la sacralità del lavoro

Aniel: governa i giorni dal 23 al 28 settembre. È l’Angelo che indica come uscire dalla routine

Haamiah: governa il 29 e 30 settembre. È l’Angelo che presiede al rituale