Conosci la tua ira?

Psicologia e astrologia rivelano quanto, come e perché ci arrabbiamo. Ecco tutti i suggerimenti per controllare questo sentimento

Psicologia e astrologia rivelano quanto, come e perché ci arrabbiamo. Ecco tutti i suggerimenti per controllare questo sentimento

uno sei sette vizi capitali. Un sentimento tanto potente da riuscire a trasfigurare una persona e farle pronunciare parole o compiere gesti di cui poi, a mente fredda, si potrebbe pentire. Molto difficile da governare, una volta esplosa, la collera è una delle reazioni più antiche dell’organismo, strettamente legata alla biologia e alla componente animale del nostro cervello: nasce infatti in risposta a un allarme o alla paura di qualcosa che minaccia severamente la nostra integrità o il nostro spazio vitale. Ha ragione dunque chi giustifica i propri scatti di nervi e le proprie sfuriate dicendo «è stato più forte di me» o «non mi riconoscevo neppure io»? Niente affatto perché se è vero che, una volta innescata, la reazione di rabbia può sembrare irrefrenabile, chi decide per che cosa valga la pena di arrabbiarsi o di combattere siamo sempre noi. Le situazioni in cui prevale questo sentimento sono infatti (almeno nella specie umana) abbastanza soggettive tanto è vero che variano nel corso della vita e da un individuo all’altro. È possibile, per esempio, che qualcosa che ci avrebbe fatto perdere la testa a vent’anni ci faccia sorridere a cinquanta (per molti purtroppo vale anche il contrario). La nostra reazione dipende sostanzialmente da quanto valore o potere attribuiamo in quel  apparentemente impedendo o sottraendo qualcosa. Ecco perché può sembrare che a volte l’ira sia scatenata da stimoli sproporzionati, come un banale ostacolo che si frapponga alla realizzazione di un desiderio o alla soddisfazione di un bisogno. Quanto più identifichiamo il nostro benessere e la nostra sicurezza con oggetti, situazioni e persone non controllabili dalla nostra volontà, tanto più facilmente, non appena rischiamo di perdere potere su di essi, potrà esplodere la rabbia.

È una nostra scelta o un carattere ereditario?

In origine l’ira non è altro che una reazione difensiva verso quello che ci dà insicurezza. Per il nostro organismo non fa in fondo differenza se tale sensazione sia provocata dalla presenza di una persona minacciosa o da un bottone della camicia attaccato male: in entrambi i casi si attivano i sistemi di allarme che ci preparano e ci spingono alla lotta. Sta solo alla consapevolezza di noi stessi e al significato che diamo allo stimolo ricevuto decidere se e quando intervenire drasticamente. Per chi ancora non è convinto di essere il solo responsabile della propria collera, ci sarebbe una comoda scusa. Secondo alcuni etologi se in una popolazione alcuni animali sono più aggressivi e competitivi degli altri, così da conquistare e tenere per sé territori più vasti e ricchi, maggiori risorse alimentari e più partner sessuali, essi trasmetterebbero la propria predisposizione a reagire con ira – sempre che questa sia sostenuta solo dalla genetica – a un maggior numero di individui. Non è chiaro anche tra gli umani ma se fosse così le prospettive non sono rosee: significherebbe che la percentuale di persone irascibili è destinata ad aumentare.

Saper dosare le proprie energie, domare le reazioni istintive ed evitare che ci tramutino in animali irragionevoli è invece tra gli obiettivi di ogni percorso spirituale. Alla base di questa crescita emotiva vi è lo sviluppo della capacità di ridere di se stessi , di riuscire a ironizzare e guardare con distacco alle proprie e altrui debolezze. Insomma, quanto meno siamo aggrappati ai ruoli che ci siamo costruiti e alle cose che possediamo, tanto più saremo in grado di rimanere calmi e lucidi anche in situazioni di emergenza, così da trasformare le difficoltà in opportunità di risolvere le stesse in modo creativo.

Quattro regole per restare calmi e sereni

Vi proponiamo alcuni suggerimenti per iniziare ad affrontare la rabbia con più obiettività e serenità. Scegliete quello che sentite più adatto a voi e seguitelo. Basta solo un po’ di buona volontà e di costanza e soprattutto di attenzione a quello che succede dentro di voi.

  • Dite più volte e con convinzione a voi stessi che, nella prossima ora o in un periodo di tempo a vostra scelta, qualunque cosa o persona vediate, qualunque espressione verbale o facciale osserviate, qualunque stimolo vi arrivi non cambierà il vostro stato d’animo attuale che è di tranquillità e serenità. Provate prima in momenti neutri della giornata, poi nelle situazioni difficili, irritanti o che vi generano tensione. Vedrete che anche gli altri miglioreranno il proprio atteggiamento nei vostri confronti senza che dobbiate fare null’altro in particolare.
  • Appena sentite che l’irritazione sta montando, non ditevi: «Sono arrabbiata» ma: «Cos’è che mi fa paura?». Riconoscendo la vera origine della vostra reazione potrete prendere le distanze da essa e risolverla. Conoscendo ciò che vi dà pena avrete sicuramente più probabilità di occuparvene davvero e di non ricascarci.
  • Più volte nella giornata, indipendentemente da quello che state facendo o pensando, cercate di osservare i vostri pensieri e le vostre reazioni come se fossero quelle di un altro, come se non vi riguardassero. Non esprimete pareri o commenti su di essi ma limitatevi a osservarvi dall’interno come se foste all’esterno. Mano a mano che prenderete confidenza con questa tecnica riuscirete a indirizzare e a gestire non solo la collera ma qualunque altro sentimento negativo (invidia, paura, gelosia, tristezza) con molta più facilità e senza perdere la spontaneità.
  • Quando avete a che fare con qualcuno che temete vi possa irritare, concentratevi innanzitutto sulle cose ritenute vere da entrambi, poi cercate di esaminare la questione dal suo punto di vista, trovandone i lati per voi positivi; quindi arricchite la visione dell’altro con la vostra. Può sembrare un esercizio faticoso ma in realtà richiede semplicemente un po’ di apertura mentale e di attenzione, senz’altro ricompensate dai risultati.