Come risvegliare il sesto senso

Completa e integra gli altri cinque sensi. Particolari tecniche possono però aiutarci a capire che l’intuizione non è soltanto una voce della mente

sesto senso

Capita a tanti di presentire un evento poco prima che si verifichi: “sento che sto per ricevere una telefonata”, “lo dicevo che stava per succede re qualcosa”, sono le frasi di rito. Altre volte invece, incontrando una persona proviamo un che di strano, un senso di disagio se non di pericolo: sulle prime non diamo importanza a questi segnali. Poi di fronte alla riprova di essere incappati in un soggetto poco leale ci ricordiamo di quel fugace avvertimento.

Allora diciamo: “Avrei dovuto seguire il mio intuito”. L’intuizione – ma possiamo chiamarla anche sesto senso – è la più antica manifestazione della psiche e il metodo di apprendimento più naturale dell’uomo: è grazie a esso che i nostri antenati riuscivano a sopravvivere, imparando a difendersi in modo istintuale dal mondo circostante. Ma anche noi donne e uomini del XXI secolo siamo provvisti di sesto senso, con la differenza che quasi mai lo ascoltiamo, vittime come siamo dell’autocensura che ci deriva dal dominio della logica e dell’analisi sull’irrazionale e sull’inconscio. La telepatia e la premonizione ci fanno paura appunto perché appartengono alla sfera dell’irrazionale e ci mettono in contatto con la parte più profonda del nostro essere. Eppure l’intuito si potrebbe rivelare un aiuto quanto mai prezioso quando dobbiamo prendere una decisione. Nella vita di tutti i giorni infatti, non ci si presenta mai un’unica soluzione ma diverse: a fare la differenza tra una scelta e l’altra sarà, oltre al ragionamento, la capacità di stare in ascolto del nostro essere più intimo. L’intuito è una prerogativa dell’emisfero destro, una funzione dell’anima che, una volta libera dal peso della ragione lavorerà in modo del tutto naturale, permettendoci di riprendere possesso della fiducia in noi stessi. Ma darà il meglio di sé solo se avremo preso l’abitudine di “stare in ascolto di noi stessi”, senza alcuna paura di scendere nel profondo del nostro essere per captare la verità di ogni situazione, al di là dell’apparenza.

Primo: coltivare l’autostima

Per dare via libera all’intuito è innanzi tutto necessario avere fiducia in se stessi, coltivare l’autostima. Purtroppo veniamo in genere “programmati” dalla più tenera età e molti di noi continuano a seguire il programma adottato dai genitori o dalla società. Questo ci induce spesso a formarci un’immagine falsa di noi stessi. Se da piccoli siamo stati circondati da genitori ansiosi o depressi, la nostra visione della vita non sarà rosea e ci lasceremo andare a considerazioni quali: “Tutto ciò che faccio va male”, “Nessuno potrà innamorarsi di me” e così via. Per liberarci di questo fardello, occorrerà effettuare un lavoro di autoanalisi: sarà un appuntamento con una zona dell’anima che non conosciamo, l’inizio di un percorso che ci condurrà all’accettazione di noi stessi. Che è poi la chiave per accedere a una vita armoniosa, intessuta di autostima. Cerchiamo dunque di cambiare il nostro modo di percepirci e stiamo a vedere quello che succede! Impariamo per esempio a bandire dal nostro linguaggio e dalla nostra mente aggettivi come “troppo” o avverbi come “non abbastanza”.

Per esempio evitiamo di dire:

SONO TROPPO… vecchio, giovane, grasso, basso, serio, gentile, ostinato.

Oppure:

NON SONO ABBASTANZA… bello, intelligente, alto, ricco, serio, gentile, costante. Un’altra espressione da bandire è quel “dovrei” che tanto limita la nostra fiducia in noi stessi. Facciamo qualche esempio:

DOVREI… lavorare di più, dimagrire, occuparmi di più di me stesso, cambiare lavoro, uscire di più, fare un po’ più sport, andare a trovare più spesso i miei genitori.

Un altro esempio?

Scrivete su un foglio dieci vostre qualità e altrettanti vostri difetti. Molti faranno fatica a elencare dieci qualità, mentre sui difetti potrebbero scrivere una pagina intera. Un esercizio molto utile per proseguire nel cammino che ci condurrà ad avere più fiducia in noi stessi e quindi a saper meglio ascoltare il nostro corpo, il nostro spirito e il nostro cuore consiste nel PERCORSO IN SEI TAPPE.

Eccolo:

Dovrei … / potrei … / se vo lessi , potrei … /se vo glio, posso … / posso … / agisco

A ciascuna di queste forme verbali provate ad aggiungere un qualsiasi altro verbo che esprima un desiderio per voi quasi irrealizzabile. Vi accorgerete quanto la sua riuscita dipenda in gran parte dalle resistenze poste dalla razionalità, dalle paure, dalla scarsa autostima. Prendiamo, per esempio, il desiderio di cambiare posto di lavoro:

  • dovrei cambiare lavoro
  • potrei cambiare lavoro
  • se volessi , potrei cambiare lavoro
  • se voglio, posso cambiare lavoro
  • posso cambiare lavoro
  • cambio lavoro

La paura del cambiamento nasce dalla paura del futuro, dell’ignoto, della morte. Eppure se lasciassimo parlare il nostro istinto, quello che ha aiutato i nostri antenati a sopravvivere scopriremmo che la morte non è l’annientamento dell’esistenza, bensì la sua naturale evoluzione: è grazie a essa che si scopre il senso della vita, se ne apprezzano i momenti buoni e si trae esperienza da quelli negativi.

Riscoprire la fiducia in se stessi significa disfarsi di credenze e imposizioni che noi stessi ci diamo procurandoci sofferenze. Basta allora con frasi del tipo “la gente normale non si comporta come me! l’amore non fa per me io sono diverso dagli altri”. Sono frasi che, oltre a ridurre la nostra autostima, ci danno l’alibi per coltivare la paura verso qualche cambiamento.

L’uso ideale delle capacità cerebrali

Per sviluppare le potenzialità latenti in ogni essere umano, e dunque il sesto senso, è importante sintonizzare tra loro i due emisferi, sinistro e destro, del nostro cervello. Lo psicobiologo americano Roger Sperry del California Institute of Technology ha determinato le rispettive facoltà dei due emisferi, il che gli ha valso nel 1981 il premio Nobel per la medicina. Sperry ha dimostrato che l’emisfero sinistro è preposto alle attitudini verbali, quantitative, organizzative e analitiche mentre il destro a quelle visuali, qualitative, artistiche e sintetiche. Con il seguente esercizio potrete armonizzare tra loro i due emisferi, favorendo il funzionamento del cervello a pieno regime.

Seduti su una sedia con schiena eretta e piedi piantati a terra chiudete gli occhi e fate qualche profondo respiro. Quando vi sentite rilassati appoggiate le mani sulla testa e lentamente accarezzatevi il capo sussurrando al cervello parole di fiducia e di amore come per esempio: “vorrei conoscerti meglio, entrare più in comunicazione con le tue straordinarie conoscenze, spero che entrambe le funzioni dei miei emisferi, così essenziali, possano cooperare tra loro alla perfezione, che l’emisfero destro possa donare il frutto del suo genio creativo all’emisfero sinistro il quale a sua volta gli infonderà la logica e permetterà a tutte le mie intuizioni di realizzarsi”. Potete anche trovare altre parole che vi corrispondono o che preferireste usare. Se stabilirete regolarmente questo contatto con il vostro cervello in poco tempo potrete avere un notevole risultato specialmente sullo sviluppo della vostra intuizione ovvero del vostro sesto senso.