Agnello, Colomba e tanti altri: cosa evocano i simboli pasquali

Scopriamo insieme il significato dei principali simboli pasquali

Scopriamo insieme il significato dei principali simboli pasquali

1. AGNELLO

È il simbolo dell’innocenza e del candore, offerto in sacrificio durante la Pasqua ebraica. Ma è anche il simbolo del Cristo sia in quanto agnello divino che con il suo sacrificio si accolla i peccati del mondo sia come “buon pastore” che va alla ricerca delle pecorelle smarrite. Con il trascorrere dei secoli l’agnello è divenuto l’emblema della resurrezione e un potente amuleto di pace se fabbricato con cera benedetta.

2. COLOMBA

Pacifica e delicata, fedelissima al compagno, era l’antico attributo della dea dell’amore (per i semiti Ishtar, per i greci Afrodite). Poiché la si usava per inviare messaggi, le sacerdotesse greche dell’oracolo di Dodona erano chiamate colombe. È oggi considerata il simbolo annunciatore della pace. Non a caso infatti, inviata da Noè fuori dall’arca, gli annunziò la fine del diluvio, portando un ramoscello di olivo nel becco. Tra gli ebrei era l’animale sacrificale che i poveri offrivano al Tempio. Per i cristiani è il simbolo dello Spirito Santo che scese sul capo di Gesù durante il battesimo nel Giordano. Da qui la sua presenza tra i simboli pasquali, sia come dolce sia come oggetto rituale (per esempio la “colombina di Firenze” che dà fuoco al carro allegorico della primavera).

3. CAMPANA

Strumento musicale e di culto, ha la funzione di chiamare a raccolta gli esseri umani e quelli soprannaturali, allontanando per contro le streghe, i diavoli e le tempeste. Si crede che il Venerdì santo possa volare da un luogo all’altro annunciando, a seconda del suono emesso, fortuna o sventura. Il festoso scampanio di Pasqua – non a caso è una festa mobile che cade sempre la prima domenica dopo il plenilunio di primavera – annuncia la resurrezione di Cristo e la definitiva rinascita della natura.

4. UOVO

Fragile, bianco ma internamente luminoso è soprattutto il simbolo della fertilità, il germe della nuova vita che ritorna a manifestarsi con forza a primavera. Secondo molte antiche mitologie la totalità è racchiusa in un guscio e il mondo nasce da un uovo; lo stesso accade a molti eroi, come ai gemelli Castore e Polluce che invece di essere partoriti, fuoriescono come pulcini da un uovo. Veniva offerto anche ai defunti in quanto garantiva loro un proficuo viaggio nell’aldilà e la speranza di una buona rinascita. In Russia a Pasqua si offrono uova benedette, dipinte in rosso, ricche di simboli e messaggi allegorici. L’uovo benedetto e sotterrato il Giovedì santo protegge la casa dai fulmini e i suoi abitanti dalle malattie.

5. CROCE

Arcaico simbolo del Sole ed emblema della resurrezione, ricorda lo scorrere della ruota solare lungo l’eclittica. L’incrocio tra i due bracci, orizzontale e verticale, allude ai rapporti dell’uomo con i propri simili e con il divino. Simboleggia l’uomo con le braccia aperte, in posizione di abbandono ma nel contempo anche l’albero cosmico che sostiene il mondo. La sua struttura evoca la divisione del Paradiso terrestre in quattro parti e dell’anno in quattro stagioni.

6. OLIVO

È sacro alla dea Atena, signora della guerra e delle arti, che vinse la contesa con Poseidone offrendo agli abitanti di Atene un dono particolarmente gradito: l’olivo. Nei giochi olimpici dell’antica Grecia veniva offerto ai vincitori assieme all’alloro sotto forma di corona, mentre a Roma era l’attributo di Giove e di Minerva. L’olivo come simbolo di pace emerge dalla Bibbia, dato che il rametto, recato dalla colomba dopo il diluvio, sancì la nuova pace tra gli uomini e Dio. Poiché l’olio era usato nelle cerimonie di unzione di re, iniziati e malati, l’olivo simboleggia per estensione la luce, la purezza e la vittoria sulle tenebre e sul male. Non a caso il Cristo si rifugiò nell’orto degli Ulivi per immergersi nella preghiera prima di affrontare il Golgota.

7. CERO

La sua fiamma simboleggia tutte le forze attive della natura e dei quattro Elementi. Ma è anche la luce personale dell’anima che avvicina al piano sottile e mette in comunicazione il divino.

8. PALMA

Era l’albero sacro agli antichi dei del Sole, utile perché da esso si traevano latte, corteccia, foglie, succo e lana. Gli egizi deponevano rami di palme, sacri alla dea del Cielo Hathor, sui sarcofagi per evocare la resurrezione dei defunti. Con i rami di questa pianta fu accolto trionfalmente Gesù quando fece il suo ingresso a Gerusalemme. Da qui l’usanza di distribuire ai fedeli rami benedetti di palma o di olivo, simboli di pace, vittoria e rinascita, la domenica che precede la Pasqua.